A volte non esistono titoli giusti

Imbarazzo elevato.

Ultimo post risalente al 29 Gennaio. * abbassa la testa evitando sguardi di rimprovero *

Non so cosa sia successo. In questi mesi mi sono messa a scrivere più di una volta. “Francesca, minchia…afferra la tastiera e butta giù qualcosa. Non puoi mollare un blog così, ti eri ripromessa di starci dietro in modo più costante.”

I risultati non sono stati molto positivi. Nella mia cartella ho tre post iniziati e mai completati. Dovrei cestinarli in effetti, non me ne faccio nulla.

Perchè sapete, quando non è il momento giusto, semplicemente non è il momento giusto. Scrivere non è qualcosa che puoi comandare. Sale da dentro la tua pancia, si diffonde nel tuo torace e quando arriva al limite inizia a premere per esplodere fuori. Parole trattenute, pensieri in sospeso, riflessioni contorte che sono finalmente arrivate a sciogliersi e a rivelarsi.

Scrivere in un blog non deve essere un obbligo, scrivere in un blog è un modo per esprimere se stessi a chiunque abbia voglia di leggerti e ascoltare i tuoi sussurri.

Quel giorno è arrivato. Fino a 5 minuti fa ero sdraiata per terra, sulla moquette del mio studio. Sotto la mia testa un cuscino, a coprirmi una coperta di lana perchè fa freddo, tanto freddo, le mani incrociate sulla pancia e il mio sguardo fisso sulle nuvole volteggianti fuori dalla finestra. La musica in sottofondo e il mio cervello in fase di elaborazione.

E poi ho sentito un click, uno scatto, l’esigenza di svuotare il torace.

Eccomi qui.

Sono in stallo, sapete? Non riesco a procedere con quello che avevo in programma di fare perchè ho dei dubbi e credo che gli unici che possano aiutarmi siate voi. Ebbene sì.

Qualche mese fa ho scritto un manuale per chiunque fosse interessato al Working Holiday Visa. La mia intenzione era quella di creare una serie e quindi di fare in seguito altri manuali che puntassero ad altri argomenti. In teoria il successivo sarebbe stato su come riuscire a trovare lavoro in Australia. Che fantasia, vero?

Dopo la sua pubblicazione ci sono stati diversi alti e bassi, problemi di salute per me (chi mi conosce intimamente dal libro capirà quando dirò: la mia tiroide di merda), diversi cambiamenti nei siti, un nuovo progetto di newsletter diversa dal solito (il Club di I.S) e altri casini come computer rotto e server costantemente down.

Ieri è stato il primo momento in cui mi sono potuta fermare e iniziare a progettare il nuovo manuale. Ho una data massima che mi sono imposta. Il 22 Agosto, il giorno in cui andremo finalmente in vacanza. La mia intenzione è, una volta tornati a Settembre, di dedicarmi ad altri progetti online e staccare un po’ la spina con tutto il mondo di Vivere in Australia e Immigrata allo Sbaraglio. Non dico che sparirò dalla faccia della Terra, dico solo che da lì in poi non creerò altri manuali, ebook o altri prodotti (anche se mai dire mai). Cercherò di mantenere il blog (sia questo che l’altro) e magari di fare video, anche se ho i miei dubbi al riguardo.

Sono arrivata ad un punto in cui sento che per poter continuare a fare bene le cose, devo allontanarmene. Capita anche a voi?

Ora, il problema vero. Ieri appunto stavo riflettendo sulla struttura del nuovo manuale ma qualcosa continuava a ronzarmi in testa. Un’email che ho ricevuto. La persona in questione si chiama Barbara e mi ha scritto una lunghissima lettera.

Grazie Barbara, perchè mi hai aperto gli occhi e mi hai fatto venire i dubbi. Non sono ironica.

Barbara sogna di trasferirsi in Australia con la sua famiglia e si sta informando il più possibile. Mi ha parlato di un’organizzazione online (di cui non farò il nome per evitare che mi bussino alla porta e mi facciano fuori) che si occupa di fare seminari in Italia per spiegare alla gente come trasferirsi in Australia. Dopo il seminario seguono diversi tentativi di convincimento ad iscriversi ad una scuola, a fare una consulenza con i loro esperti etc etc…

Barbara mi ha scritto che ha capito che questa organizzazione cerca di fare il proprio gioco per guadagnare soldi e che prima di prendere qualsiasi decisione ha voluto scrivermi per chiedere consiglio.

E sapete qual’è il problema? Che purtroppo non è la prima persona che mi scrive riguardo a questo gruppo, non è la prima che sborsa soldi e che poi mi contatta per avere una mia opinione.

Dicono che di me si fidano.

E sapete però l’ulteriore problema? Che intanto queste persone hanno dato soldi a quest’azienda e poi sperano in un mio aiuto, gratis.

Mi sento come quando ero giovane e combattevo contro le ingiustizie, o facevo le cose di testa mia, con rispetto e onestà e poi me la prendevo in quel posto.

Insomma. Che palle.

Mi crea un fastidio che neanche immaginate leggere di come si comportano certi gruppi, che sicuramente danno informazioni e cercano di aiutare le persone, ma in realtà fanno leva sulla disperazione della gente e cercano di guadagnarci parecchio sopra.

Mi urta i nervi.

Tremendamente.

Quando vedo i prezzi che chiedono mi sale il buio davanti agli occhi e si scatenano mille stelline rabbiose.

Quando poi leggo le email di persone disperate che desiderano solo cambiare vita e che investono soldi in questo modo mi viene ancora più male.

Dunque. Se mi conoscete sapete che sono sempre stata trasparente e diretta. Non ho mai nascosto le difficoltà che ci sono per venire in Australia e per rimanerci. Non ho mai illuso nessuno raccontando di un paese di unicorni e arcobaleni di cioccolato fondente, ho sempre cercato di rispondere ai commenti, alle email, di mettere quante più informazioni possibili per darvi i mezzi giusti per creare il vostro percorso.

Il manuale che avevo in mente ha assunto una forma distorta, non giusta. Non credo sia il modo migliore per aiutarvi. Insomma, un manuale su come trovare lavoro in Australia.

Pfff…banale e non risponde a quella che è la cosa in realtà più importante e che viene ancora prima di cercare un lavoro:

ma voi potete venire in Australia?

C’è un sacco di confusione, impreparazione, famiglie che buttano in aria una vita intera per provare a ricominciare qui ma in realtà dovrebbero prima capire effettivamente se possono e se ci riuscirebbero. Senza qualcuno che cerchi a tutti i costi di vendere consulenze o corsi scolastici e quindi li convinca ad iscriversi a scuola, anche se questo non garantisce affatto un risultato positivo.

La mia idea, alternativa a quel manuale che ormai mi sembra obsoleto, è un corso online.

Avete capito bene.

Un corso che vi faccia capire se l’Australia fa per voi oppure no. Per capire se avete speranza o se dovete accantonare il vostro sogno.

So che nelle cose che scriverò e metterò a disposizione non ci sarà nessun tentativo di cercare di farvi venire qui a tutti i costi. A me non cambia nulla se state in Italia o riuscite ad emigrare (a parte che sarei felice per voi). A me interessa che non riceviate fregature e che capiate se il sogno che avete è realizzabile oppure no e se è realizzabile, darvi le soluzioni che potete attuare.

In testa ho abbastanza chiaro come farei questo corso. Penso che metterò dei video, oltre ad articoli. Darò man mano accesso al materiale e le informazioni che fornirò saranno organizzate per argomento. Non voglio buttarvi subito tutto addosso perchè non capireste nulla e rimarreste con gli stessi dubbi dell’inizio. Voglio che sia un apprendimento graduale, che facciate i compiti che di tanto in tanto vi darò da fare, ma tutto con l’obiettivo di farvi arrivare alla fine del corso con ben chiaro in mente come vi dovrete muovere se davvero volete venire qui. E soprattutto se POTETE. A volte non c’è bisogno di spendere 250$ per una consulenza con un agente di immigrazione (organizzata da questo gruppo di cui parlavo) per capire se avete o no un futuro qui ed eventualmente i passi che dovreste fare.

Sapete quanto ho pagato io la consulenza con un agente, contattandolo direttamente e senza passare attraverso nessuno? 100$. Se non è un rincaro questo, non so come chiamarlo.

Perchè sono così inquieta e ho i dubbi? Perchè a me vengono sempre queste idee strane e non so se possano funzionare. Ho paura di buttarmi in questo progetto e di doverlo concludere entro il 22 Agosto, e poi nessuno se lo fila di striscio. Perchè è una cosa diversa, perchè non viene da una organizzazione professionale e autorevole come quella di cui sopra, perchè sembra che a questo mondo vadano avanti solo le persone che fanno le furbette e non chi cerca di aiutare davvero, guadagnandoci al contempo qualcosa. Perchè purtroppo non vivo d’aria e le bollette non si pagano da sole.

E mentre ero sdraiata per terra, cercando ispirazione dal cielo e sforzandomi di capire come muovermi, ho sentito che dovevo scriverlo. Che dovevo capire cosa ne pensate voi.

Credete sia una cosa ridicola? Lo fareste?

A me questa idea entusiasma molto, perchè so che potrei aiutarvi davvero. Ormai non riesco più a rispondere a tutte le email di “consultazione gratuita” che mi arrivano. Non trovo più neppure giusto rispondere a ciascuno di voi analizzando la vostra situazione e consigliandovi cosa fare. Mi sento un po’ sfruttata, soprattutto quando poi vedo che i soldi vengono dati a certe organizzazioni che ne approfittano alla grande.

Non so se ho fatto bene a scrivere tutto questo, come al solito mi sembra di essere troppo diretta e aperta, però quel click che ho sentito è uno di quei click ingestibili, è l’istinto che mi suggerisce cosa fare e forse da questo post potrò capire come muovermi. Lo spero.

Bene, un post dopo 6 mesi e vi chiedo pure consigli.

Un nuovo modo di fare blogging.

Ma lo sapete ormai che sono diversa. ;-)

7 Comments

  • Ciao Francesca!!
    Ho letto nei tuoi commenti a questo post che non realizzerai questo progetto.. peccato! Era davvero una buona idea. Qual è il nuovo progetto? ce lo svelerai?
    Comunque riguardo queste organizzazioni… A me dispiace per le persone che “ci cascano” ma bisogna essere un po’ svegli! Una ragazza che conosco è venuta a studiare per un corso di preparazione del CAE tramite un’agenzia on line che a suo dire svolge servizi “completamente gratuiti”. Insomma le chiedo il costo: più di 4 mila dollari. MECO! Poi mi dice “ma se ti fai un giro su internet vedrai che tutte costano così”. Ora.. io vorrei fare un corso di preparazione allo IELTS (di livello più alto del CAE) e ho controllato diverse cose su internet.. ne ho trovati vari tra i 2 mila e i 2500 dollari……. Purtroppo queste agenzie ci campano con l’ingenuità delle persone!!!!! Non capisco perché la gente ancora ci caschi però!!

    A presto e continua così!
    Un abbraccio

  • Ciao Francesca, ogni tanto mi capita di leggere i tuoi post, sempre molto utili e questo non è da meno.
    Le organizzazioni di cui parli, le conosco bene, crescono in modo esorbitante, come cresce la voglia di emigrare… posso confermare che farebbero di tutto per guadagnare, sono delle vere e proprie aziende! una a caso e manco italiana, era disposta a pagarmi un corso di inglese per fare l’esca ed attirare gli italiani disperati, farmeli amici e poi vendere una serie di pacchetti da loro proposti, sono scappata prima che cominciasse. Mi auguro che questo tuo post venga letto da tutti i connazionali, ma devo anche dire che non tutti siamo uguali e spesso quando provi dare consigli vieni presa anche per pazza! buona giornata e in bocca al lupo, mi sembra una buona idea!

    • ‘Orca vacca! Di questa cosa non ne ero a conoscenza, non pensavo arrivassero a tanto! Grazie per il tuo supporto e per aver raccontato la tua esperienza: rafforza ancora di più il mio pensiero e la mia filosofia, anche se come dici tu a volte si viene presi per pazzi.
      Oh well…ci sono abituata ormai, sin da piccolina ;-)

  • Ciao Francesca, è proprio una bella idea, ancora meglio di un nuovo manuale; io ho acquistato sia il libro che il manuale e li ho trovati davvero utili e ben scritti, ma credo che una consulenza personalizzata sia la cosa più giusta, alla fine ognuno di noi che sogna di venire in Australia ha un milione di dubbi e domande e non è giusto chiedere tutto a te “solo perchè sei gentile e ci rispondi”, è giusto pagare per un servizio ma non come quelle associazioni che ti fanno “scuola” facendoti credere che ce la farai ma prima ti spillano un sacco di soldi.. Come ho pagato il tuo libro ed il tuo manuale pagherei anche la consulenza per capire se effettivamente l’Australia è il posto giusto per me.
    A presto..

    • Ciao Veronica! Il corso non sarebbe stato per fare consulenze personalizzate, non era concepito con l’idea di dare le soluzioni ma bensì i mezzi giusti e la preparazione per decidere come affrontare il proprio percorso.
      Comunque ho deciso di non farlo ma c’è un altro progetto che sto portando avanti e spero ti potrà piacere tanto quanto gli altri due libri! A proposito, grazie infinite per averli presi ^_^

  • Ciao Francesca :)
    Io sono d’accordo con il tuo progetto.
    Ho letto il tuo libro ed il manuale (divorati in 2gg) e li ho trovati utilissimi!!
    Tra qualche mese mi trasferirò in Australia ed era esattamente quello che stavo cercando!
    Sono certa che anche con il corso riuscirai a fare uno splendido lavoro!!
    Internet è un potente strumento di comunicazione, e forse il migliore per questo genere cose: permette di collegarsi quando si ha tempo, di avere il materiale sempre con sè, di condividere dubbi/esperienze/speranze/aiuti/.. con altri utenti. Ho seguito un corso online di altra natura qualche anno fa, quindi so per esperienza la sua efficacia.
    Trovo anche giusto farsi pagare per il servizio. E’ cmq una cosa che richiede lavoro nel progetto, nell’informazione, nell’uso dei programmi per realizzarlo, del proprio tempo e delle proprie risorse.
    Il corso che feci anni fa lo pagai, quindi non vedo perchè mi dovrei aspettare di avere il tuo gratis! ;)
    Il manuale sono stati dei soldi ben (benissimo) spesi, e sarà così anche per il corso!!

    Good vibes,
    Erika

    • Grazie mille Erika per il tuo supporto! Ho deciso di non farlo, ma sto sviluppando un altro progetto, fingers crossed!

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