Visa stay period: PERMANENT

 Questo è un estratto dal libro "La Storia di un'Immigrata allo Sbaraglio"

Quando arrivano certe notizie non sei mai pronto.
Pensi di esserlo, ci hai pensato per mesi, hai immaginato nei dettagli quello che avresti fatto, detto, provato.
Ma la verità è che non potrai mai neanche lontanamente avvicinarti alla realtà.

Ho una miriade di lavoro alle spalle, progetti da concludere e le mie dita non dovrebbero essere sulla tastiera…per lo meno non per comporre un testo di questo tipo. Scrivo ora perchè tutte le sensazioni che ho sono ancora in circolo, sono chiare e cristalline, scorrono nelle vene e inondano il cervello scatenando un sorriso perpetuo, occhi lucidi ogni cinque minuti e immagini e sogni prima lontani.

E ti senti così leggero, sospeso in aria. Confuso e diverso.

E’ come se avessimo scalato milioni di gradini di una scala senza una fine visibile. Una scala che abbiamo deciso di affrontare due anni e mezzo fa, quando siamo arrivati in Australia. I nostri piedi si sono poggiati sul primo gradino ed eravamo così spavaldi e carichi di energia, giovani, intrepidi e leggermente incoscienti. Pensavamo ci sarebbe stato poco da salire, qualche passo e avremmo raggiunto la fine.
Affrontato il secondo e il terzo gradino la scala ha iniziato non solo a diventare più ripida ma anche a sprofondare gradualmente in grosse nuvole scure, di quelle spaventose che sai essere cariche di fulmini e pioggia.

La scala si è fatta sempre più buia ma noi abbiamo continuato a salire. L’unica luce proveniva da noi stessi, dalla nostra voglia di arrivare alla fine, di sfidare il mondo e chi non credeva ce l’avremmo fatta.
Non eravamo neanche sicuri ci fosse davvero un ultimo scalino…speravamo che i passi ci stessero portando nella direzione giusta.

Abbiamo salito per così a lungo che abbiamo smesso di contare gli scalini e di guardare le nuvole scure. Lo sguardo era puntato verso il basso, ai nostri piedi. Procedevamo come arieti a capo chino verso la propria preda, incuranti di tutto quello che ci colpiva e feriva.
Alcune volte ci siamo fermati e seduti per riprendere fiato e ogni volta che ci siamo rialzati abbiamo ripreso a salire con più energia di prima.

Negli ultimi mesi le nuvole hanno iniziato ad essere meno consistenti e la luce a farsi man mano più forte. I nostri passi sempre più decisi e determinati colpivano gli scalini con forza, mandando vibrazioni lungo le nostre gambe fino al nostro cuore, dove hanno lasciato segni indelebili.

E poi tre mesi fa. Tre mesi fa abbiamo alzato lo sguardo e abbiamo potuto vedere la fine della scala.
Un immenso cancello dorato chiuso con un grosso lucchetto ci osservava in silenzio. Tutt’attorno c’era l’infinito e tanta luce bianca. Alle nostre spalle potevamo ancora percepire il buio ma ormai non ne avevamo più paura, ormai c’eravamo quasi.

Abbiamo aspettato con il fiato sospeso per tre mesi su quegli ultimi scalini. Solo noi sapevamo che eravamo lì, nessun altro era al corrente che fossimo così vicini alla fine.
L’attesa ci ha logorato e ci ha fatto perdere la pazienza più di una volta.

Ma finalmente ieri il lucchetto si è dissolto e il cancello si è aperto. Abbiamo corso incespicando sugli ultimi scalini e oltrepassato l’ampio varco.
Dietro di noi il cancello si è richiuso lentamente e sappiamo che non si riaprirà mai più.
Davanti a noi c’è il mondo che abbiamo inseguito e sognato per molto tempo: quello dei permanent residents in Australia.

E’ esattamente così che nella mia testa viene trasformato il nostro percorso verso il visto permanente. E’ da ieri sera ormai che continuo ad immaginare la lunga scala e il cancello dorato. Mi sento galleggiare su un mare di nuvole soffici e bianche e attorno a me posso vedere l’Australia dei veri australiani. Non siamo più diversi da loro…anche se la verità è che al momento camminiamo come se lo fossimo…perchè rispetto a prima lo siamo davvero.

Davanti a noi si sono aperte un mare di possibilità che prima erano bloccate dietro al mio cancello immaginario.

A parte i due anni e mezzo di fatica e sudore che, se avete letto il post “Tutta la verità nient’altro che la verità”, conoscete fin troppo bene, questi ultimi tre mesi ci hanno davvero portato al limite.
Quando abbiamo potuto inoltrare la richiesta per il visto permanente ci aspettavamo un’attesa di un mese.
La fortuna ha voluto che ci capitasse un case officer (colui che segue la pratica) di una lentezza estrema. Questo l’abbiamo capito da diversi blog che ci sono sull’argomento. Ci sono state persone che in due settimane hanno ottenuto il visto, mentre tutti quelli assegnati al nostro stesso case officer…beh…una cippa lippa.
Tra l’altro non siamo neanche mai stati contattati da lei (sì, è una LEI) dopo che abbiamo inoltrato l’application. Solo grazie a Mr Big che ha chiamato l’immigrazione dopo un po’ di settimane, siamo riusciti a scoprire chi cavolo ci era stato assegnato.

Comunque, passiamo ai fatti…

Mr Big lavora sempre nell’azienda che l’ha assunto a tempo determinato qualche mese fa…dovrò scrivere un post riguardo questo perché ce ne sono di cosette da raccontare…
Allora…basta distrarmi cavolo…ho la testa che viaggia a un milione all’ora…ovviamente viaggia sopra le soffici nuvole bla bla bla del mondo dei permanent residents!
Dicevo…lavora sempre lì e torna verso le 5 meno un quarto. Io lavoro da casa, quindi sono sempre pronta ad accoglierlo con le fanfare e squilli di trombe ogni (beh…quasi ogni) giorno.

Ieri ho sentito la porta di casa aprirsi, sono corsa verso di lui con quello che chiamo passo da gattino felice ma che in realtà sembra più un elefante in preda ad una crisi epilettica, l’ho abbracciato e mentre ci stringevamo gli ho chiesto: “C’è qualcosa da festeggiare?” …
Dovete sapere che abbiamo parecchie cose per aria. Stiamo aspettando diverse notizie, quindi ogni volta che torna gli chiedo sempre se ci sono novità. Ieri invece ho deciso di cambiare la frase e lui mi ha risposto (ovviamente sempre abbracciati come due piccioncini): “Abbiamo qualcosa da bere?”
Mentre mi stacco dall’abbraccio per guardarlo negli occhi penso “Seeeeh…vuole la scusa per bere qualcosa, ‘sto furbetto” .
Ridendo chiedo “Ma cosa dici?”
“Eh…dobbiamo festeggiare”
“Ma cosa???”
“Il permanent, ce l’abbiamo!!!” e mi riabbraccia.

Ha preso quest’abitudine di darmi le belle notizie così e io ogni volta cado dalle nuvole e non capisco più nulla! Non so se mi prende in giro, non so se ho capito bene, non so se mi sto facendo uno dei miei viaggi mentali e sto immaginando tutto.
Gli chiedo se è vero, se non scherza e sorridendo mi dice che è vero, che l’abbiamo ottenuto.
Così, tutto d’un colpo. Neanche una mail da parte del case officer per avvisarci che aveva aperto la pratica.
Non ero pronta. Non eravamo pronti! Ma meglio così, la sorpresa è stata indescrivibile.

Mi siedo per terra proprio lì, davanti alla porta di casa e cerco di riprendere fiato. Il mio cervello è sotto shock, non riesco ad elaborare la notizia. Il cuore batte all’impazzata e continuerà per diverse ore a farmi gli scherzetti.
Rimaniamo lì per qualche minuto fino a quando non ci trasciniamo verso la cucina. Mi siedo e inizio a tremare. E’ stato veramente un trauma, non scherzo mica!
Il povero Mr Big ha ricevuto la mail con l’approvazione del visto alle 9 di mattina, ha dovuto fare tutta la giornata in ufficio aspettando solo di poter uscire e correre a casa per dirmelo. Nonostante abbia avuto più tempo di me per elaborare la notizia, vedo che anche lui è parecchio scosso.
Siamo confusi e frastornati ma sappiamo che c’è una cosa che vogliamo fare immediatamente: dirlo ai nostri genitori. Li abbiamo tenuti all’oscuro di tutto perché volevamo essere gli unici a soffrire per l’attesa, era inutile tenere sul filo anche loro.
Li abbiamo chiamati via skype e abbiamo fatto un bello scherzetto ad entrambi. Credo che mia mamma non me lo perdonerà mai…almeno fino a quando non le farò il prossimo ;)

Sono passate quasi 24 ore dalla notizia e il turbinio di emozioni è ancora in atto dentro di me. Pazzesco ma non mi aspettavo che ricevere il visto mi avrebbe scatenato dentro tutto questo trambusto…da un minuto all’altro ho realizzato che le cose valide nella vita, quelle importanti e difficili non puoi ottenerle in breve tempo. Devi impegnarti e lottare anche se non sei sicuro di come finiranno le cose. Ora è chiaro e limpido per me che se voglio qualcosa e sento che è la cosa giusta, non posso pretendere di ottenerla subito, devo avere pazienza e dedizione. Spesso ci si aspetta che le cose vadano più veloci di quanto non stiano andando o che siano meno complicate invece non c’è niente di più vero nella frase: “La pazienza è la virtù dei forti”.
In questo momento mi serviva proprio una scrollata così. Tutto quello che sto facendo a livello lavorativo non so a cosa e dove mi porterà, sto mettendo tutto il mio impegno e dedizione e a volte avere davanti solo un grosso punto interrogativo può essere avvilente. Da adesso in poi però ho dentro la certezza che si può ottenere tutto nella vita. Ne ho avuto la prova e me la tengo stretta finché potrò.

Insomma…questa è la notizia che abbiamo sognato da quando siamo arrivati qui. Questo è quello che tutti gli immigrati in Australia vogliono ottenere. C’è chi ce la fa, c’è chi ha un percorso molto più difficile e tortuoso, c’è anche chi rinuncia.
Rispetto ad altre persone noi ci abbiamo messo poco ad ottenere il visto permanente, due anni e mezzo sembrano lunghi (e lo sono) ma se ci si ferma a riflettere non è così tanto per l’importanza e il valore che ha. Voglio dire: ti cambia letteralmente la vita.
Il giorno prima sei un immigrato con una scadenza, una data che segna la fine del tuo soggiorno e dei tuoi sogni in Australia. Il giorno dopo diventi un residente a tutti gli effetti e il tuo visto diventa a tempo indeterminato.
Indeterminato.
INDETERMINATO.
Wow.

Ora siamo come australiani ma senza il diritto di voto. Perlomeno fino a novembre dell’anno prossimo…quando cioè potremo fare l’esame per diventare cittadini a tutti gli effetti. Quel maledetto passaporto con il canguro sopra non me lo toglie nessuno.
So che parecchi di voi si chiederanno come abbiamo fatto ad ottenere il visto, e ve lo racconterei anche volentieri ma dovrete avere pazienza perchè fa parte di un progetto che finalmente adesso potrò iniziare. Uno dei tanti progetti. Sempre a complicarmi le cose io…

Ringrazio tutti voi che mi seguite e che mi fate sentire che quello che faccio e scrivo entra nelle vostre vite e a volte, anche se di poco, le cambia. Grazie anche a chi mi scrive in privato spontaneamente, senza chiedermi nulla ma solo per ringraziarmi o farmi i complimenti per il sito o per quello che scrivo. Non avete idea di quanto mi renda felice.

E ora scusatemi ma vado fuori in giardino a mangiare una mela e a guardare il cielo con occhi diversi. Occhi di una persona che appartiene a questo paese e che può rimanere qui per sempre.
Maledizione…
Non è un sogno.
E’ davvero così.

Questo è un estratto dal libro "La Storia di un'Immigrata allo Sbaraglio"

39 Comments

  • Ho vinto il Giveaway e mi sono letta tutto d’un fiato il libro.
    Bella la prima parte dove ti sei esposta, ma ancora più bella la seconda, perchè ora nella situazione in cui eri tu, ci sono io (direi davvero molto simile solo che non ho un marito a sostenermi), bellissima l’ultima parte (nonchè questo post) perchè è il mio obiettivo e farò di tutto per raggiungerlo.
    Buona vita Francesca, a te e Mr Big…magari il destino ci farà incontrare durante il nostro viaggio.

  • Ok… premetto che di solito sono una persona molto sensibile, ma potrei anche avere qualche ormone impazzito del post gravidanza… avuta più di 7 mesi fa!.. ma questo post mi ha fatto piangere! Sto piangendo per la felicità di una persona che non conosco!!! Noi donne siamo proprio strane! ;) complimenti!!

  • Maledizione a me io non mi commuovo facilmente, ma leggendo questo post mi sono uscite le lacrime di gioia per voi e per essermi commosso della storia, sono felicissimo per voi che ce l’avete fatta, sono contento di aver scoperto questo blog e di immedesimarvi in voi in quello che avete passato e dei bei risultati. Spero che uno di questi anni vi possa abbracciare di persona e come dico anch’io volere è potere :)

  • Ciao !! complimentissimi ! anche io sono qui e sto cercando di prendere il visto.. speriamo ! posso chiederti che tipo di visto hai richiesto per avere quello permanente?

  • Per la prima volta leggo un blog vero e reale. Non voglio aggiungere altro a quello che ho già letto in altri commenti, dico solo che la voglia di fare il vostro passo l’ho sempre avuta ma ora, passati i 40, non credo che l’Australia possa essere così ospitale viste le vicissitudini a cui ha permesso di essere sottoposti a due ragazzi giovani e istruiti come voi. Sinceramente il senso di libertà rispetto all’italia che si respira dalle tue parole era prevedibile per chi conosce un pò di geografia e di sistema di vita “italia” ma quello che mi ha colpito sono state le enormi difficoltà che avete avuto per trovare un lavoro stabile. Insomma, l’Eldorado non esiste da nessuna parte. E’ altresì vero che é da sognatori pensarlo ma credevo fosse più dura per chi “non ha ne arte ne parte” non per chi ha conseguito titoli di studio in quelle università italiane che tanto si decantano e tanto si pagano! La cosa che più mi colpisce é che l’australia, e Sidney in particolare, si potrebbe dire che oltre a essere anglosassone subisce la presenza di una grossa comunità d’italiani e la loro presenza dovrebbe essere più garante di pari opportunità e d’inserimento: leggere della felicità smisurata di ricevere il permanent come se le vostre origini fossero in un paese del terzo mondo mi ha fatto sprofondare in una tristezza esagerata e la prima domanda che mi é venuta in mente é stata: ma perché nn dovevano dargliela? …. che si baciassero i gomiti stì australiani….due ragazzi in gamba, colti e lavoratori che lasciano il bel paese per andare a migliaia di km dalle loro famglie per arrichire quella terra con il proprio essere civili e responsabili….ma scherziamo? Ti dico la verità, quando ho cominciato a leggere della notizia pensavo che tu stessi comunicando un lieto evento come l’arrivo di un erede. Ecco, per me quella era giustificata! Scusami, e chiedi scusa anche al tuo Mr.Big, ma credo che il mondo, ovunque si vada, dovrebe essere meritocratico e persone giovani che vogliono cambiar vita, ma che siano volenterose e con un potenziale CV valido espandibile, devono essere messe in condizioni di farlo. Scusami se ti ho invaso il blog, Vi auguro tutta la felicità di questo mondo…se impazzisco e cambio vita…beh…spero che un caffé italiano me lo offrirai…il dolce lo porto io. Ciao

    • Ciao Orsi68, grazie per le tue parole.
      Non mi dilungherò troppo nel risponderti, ti dico solo che sono felice che qui le cose siano dure e non regalino nulla a nessuno, altrimenti l’Australia non sarebbe il paese che è e nessuno vorrebbe venirci a vivere.
      La meritocrazia c’è, hai voglia se c’è e siamo stati messi nelle condizioni per poter cambiare vita. Credo che tu abbia dato un senso sbagliato a quello che racconto.
      Solo chi prova sulla propria pelle può capire cosa significhi intraprendere questo percorso e ottenere la permanenza. Solo chi ha sudato per meritarsela riesce a coglierne tutti gli aspetti e mi dispiace che ti sia rattristato, non è quella la mia intenzione…anzi…quello che voglio mostrare è che sognare è gratis ed è facile, realizzare i propri sogni, quello si che è difficile, ma in Australia è possibile farlo.
      Grazie ancora!

  • Bellissima la vostra storia, mi ha dato speranza e commosso nel cuore.
    A metà settembre partirò per Sydney, lo faccio per mio figlio di 3 anni mezzo che è senza madre e in italia non ha speranze per il futuro.
    Per me non c’è nulla di più bello di ciò che è sincero e spontaneo;
    grazie di avermi dato una boccata d’aria fresca!

  • …. che dire…ho letto la notizia appena l’avete pubblicata su fb.. qui non avevo ancora avuto il tempo di gustarmi (si gustarmi) il tuo bellissssssimo racconto.. ho la pelle d’oca.. egli occhi lucidi…GRANDI … posso solo immaginare cosa provate e cosa provano i vostri genitori!!!! Spero tanto che un giorno potremo conscerci di persona.. baci Fede

  • Carissima
    ho scoperto il tuo blog qualche mese fa e ogni volta che entro e leggo ciò che scrivi mi si riempie il cuore di speranza e fiducia!La vostra caparbietà vi ha condotto in Australia e pian piano state risalendo la china….i miei più vivi complimenti!E grazie!

  • wow! congratulazioni!!! seguo il tuo blog da poche settimane ma mi sono commossa a leggere queste righe, non ti conosco ma sono davvero felice per te (anzi, per voi)! NEVER SAY DIE =)

  • STUPENDO!!! SONO SENZA PAROLE!!! mi sono venuti i brividi solo a leggerlo… immagino la vostra felicità!!!! e anche se non vi conosco sento di essere strafelice per voi!!! Vi ammiro!!!!!!
    un forte abbraccio

  • Ciao cara, non ho avuto mai alcun dubbio che c’è l’avreste fatta!Sono quella che ti ricordava di tenere duro e che certe fatiche sono paragonabili a ripide e lunghe salite per le quali devi riservati tutte le energie per la fine della scalata perchè la parte più faticosa, ora potete pensare ad un vero futuro insieme! Congratulazioni di cuore ragazzi!

  • Ma grandiiiii!!!! Sono strafelice per voi!!! (^_^)
    Date a tutti noi ancora qui una speranza…grazie!!!
    Auguroniiiii…. Smackkkk

  • emozione e pelle d’oca dalla prima all’ultima riga. C’è un detto che recita così: dietro ad un grande uomo, c’è sempre una grande donna! Nel vs caso si dovrebbe coniare un nuovo detto: dietro a un grande uomo e ad una grande donna, c’è sempre una grande donna e un grande uomo! Siete incredibili!

  • Che invidiaaaa!!! Nel senso di ammirazione, apprezzamento e rispetto!
    Non vedo l’ora di leggere il prossimo post dove spieghi IL COME nei dettagli!
    Grazie! Grazie! Grazie!

  • Mi hai fatto emozionare … siete un bellissimo esempio di determinazione, le tipiche persone che,contrariamente a quanto molti possono pensare, fanno sentire orgogliosi di essere italiani.

    Baci
    Stefy

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