Immagine di Alexander Kesselaar / license

 

E così sono in volo.

E sto scrivendo.

Avevo già provato a fare una cosa del genere durante il volo per la Tailandia, quest’ultimo natale. Bambini nella fila dietro e neonato nella fila accanto me l’hanno impedito. A voce e pianti molto alti. E calci contro il sedile molto forti.

Questa volta l’aereo è silenzioso e poi la direzione è Sydney. Quello che mi sta passando per la testa non riesce a rimanere contenuto, ho voglia di scriverlo per, un giorno, rileggerlo e ricordarmi di questi momenti.

Non ci stiamo trasferendo, stiamo andando per una breve vacanza di 4 giorni.

Chi mi legge da un po’ sa che Sydney è la prima città dove siamo arrivati 4 anni e mezzo fa, nel Novembre 2010. Dopo una decina di giorni l’abbiamo salutata a semi malincuore (semi perché pensavamo di tornarci e semi perché davanti a noi avevamo grandi avventure che ci aspettavano) e da allora non ci abbiamo più messo piede.

Il destino (anche se ho una teoria tutta particolare al riguardo e lo chiamo così per comodità) ci ha portato a Perth, completamente dall’altra parte del paese. Da costa est a costa ovest.

Da allora sono successe moltissime cose, da allora abbiamo reso Perth la nostra città e la nostra casa. Temporanea perché ho qualche problema a pensare di rimanere fissa troppo a lungo in un posto.

Però Sydney…Sydney è semplicemente Sydney. E’ complicato cercare di spiegare l’effetto che ha fatto contro i miei occhi e contro il mio cuore. Siamo decollati dall’Italia, siamo arrivati lì ed è stato il primo incontro con il mondo australiano. Già dal primo giorno ci ha lasciato un segno indelebile.

Quest’anno ci eravamo ripromessi di cercare di mettere via un po’ di soldini per fare un viaggio in Australia, a volte si tende a voler viaggiare al di fuori del paese (un po’ come accade quando si vive in Italia) e ci si dimentica di quante cose stupende ci siano qui. Eravamo indecisi tra Sydney e Melbourne, attraverso la quale siamo passati a tutta velocità sempre nel 2010 durante il nostro viaggio da una parte all’altra del continente.

Non c’è voluto molto per capire che eravamo entrambi attratti dalla prima opzione. L’idea di rivisitare la prima città che ci aveva accolti nella nostra nuova vita australiana era qualcosa di irresistibile.

Perciò eccoci qui. Sveglia alle 3.30 di mattina, ultime cose nei bagagli. Un po’ di correttore per coprire le occhiaie e darmi un’apparenza semi-sveglia, taxi perché a quell’ora di notte non ci sono mezzi che arrivino in aeroporto, prima volta all’aeroporto domestico, un check in e scarico bagagli tutto self-service, controlli veloci, un moka latte per darci una piccola carica e imbarco.

Le previsioni del tempo non sono granché, prevedono pioggia per tutti i giorni in cui saremo a Sydney ma poco mi importa: un giro a Bondi Beach, che mi aveva lasciato a bocca aperta la prima volta, e sulle Blue Mountains non ce lo toglie nessuno. Con un paio di ombrelli.

Al momento del decollo mi sono sentita come se stessi tornando a casa. E’ la prima volta che voliamo verso la costa est, solitamente andiamo verso nord o ovest.
Tutto questo ha un sapore strano e nuovo. Quattro anni e mezzo dentro di noi e alle nostre spalle. Caratteri diversi, occhi diversi, esperienze, conoscenza, felicità, futuro davanti. Tutto è diverso questa volta, perché noi siamo diversi.

Non sappiamo che effetto ci farà rivedere la città. Non sappiamo se ci colpirà come la prima volta, se ci guarderemo e diremo “Bah…me la ricordavo meglio…” se ci farà venire l’impulso irrefrenabile di volerci vivere. Se quando ripartiremo per tornare a Perth ci lascerà quel vago senso di malinconia, come se stessimo lasciando qualcosa di nostro, come se stessimo lasciando casa.

Non lo so, o meglio…ho una certa sensazione al riguardo, per questo non vedo l’ora di arrivare e ricalpestare quelle stesse strade sulle quali sono passata quando ancora non sapevo niente, quando ancora l’Australia era una sconosciuta, quando ancora il suono della lingua inglese attorno a me mi sembrava strano e surreale, quando tutto mi sembrava così grande e immenso, travolgente, imponente, magnifico, nuovo.

E ora riprendo a guardare fuori dal finestrino. A differenza del primo volo che ci ha portato qui in Australia, questa volta mi voglio godere ogni centimetro quadrato della terra che scorre pigra sotto di me. Perché ora la conosco ed è la mia casa.

 

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