Tranne quando – Gravidanza 2.1

gravidanza

E così anche il secondo trimestre è finito. Dove non ne ho idea. Il tempo ha tutta una sua forma strana ultimamente.

L’altro giorno ho realizzato che data fosse e, contando con le dita (perché evidentemente mi hanno traumatizzata alle elementari e non so contare se non visualizzo sulle mani come un bambino di 6 anni), mi sono improvvisamente accorta che mancano solo tre mesi alla nascita. Sempre che la pupa n° 2 decida di nascere giusta, perché se fa come la sorella allora ho davanti a me due mesi e mezzo prima che la mia pancia si sgonfi come un palloncino usato per troppo tempo, depresso e triste.

Sono al settimo mese, nonostante preferisca contare in settimane perché, non so se lo sapete, la gravidanza si calcola su 40 settimane, ovvero 10 mesi. I 9 mesi di cui tutti parlano sono solo un perverso trucco per far credere alle primipare che la tortura sia più breve. Falso.

Perciò, ancora due settimane e arriverò a 30, dopo di che partirà il countdown corredato da attacchi di ansia a casaccio. Non mi spaventa il parto in sé, la prima volta è andato tutto liscio ed è stata una bellissima esperienza. Nove ore dalla prima contrazione a quando è nata Keira, ore intense e caratterizzate sin da subito da contrazioni parecchio forti, ma non mi lamento. Ho partorito come volevo, senza medicinali né dottori attorno. No, quello che mi spaventa è il DOPO.

Le emorroidi in primis.

Il gestire due bimbe e lavorare da casa in secundis.

Cercherò di non pensarci troppo e di godermi questo ultimo periodo da incinta. Non ci sarà una terza volta, questo è garantito. E per favore, nessun commento tipo: “ma no, vedrai che poi ne vorrai un terzo” oppure “ma non proverete ad avere un maschietto?“. No cari, mi dispiace. Fateli voi i figli se vi piacciono così tanto i bambini. Per me e il mio compagno due sono abbastanza. Dopo la nascita prenderemo le dovute precauzioni per evitare altri incidenti, io dei preservativi non mi fido più. Si rompono sapete? Proprio quando decidi di fare il bravo ed usarli, come se volessero prenderti per il culo. No, no, ci assicureremo che nessun altro girino arrivi neanche lontanamente vicino al mio magico mondo fatato, là sotto.

Il secondo trimestre non è stato male, tutto sommato. In generale non mi sono sentita incinta, tranne quando dovevo chinarmi per prendere in braccio Keira e nel tirarmi su rischiavo ogni volta di perdere l’utero o di cappottarmi in avanti.

Oppure quando mangiavo qualcosina e venivo perseguitata per ore da un brutto senso di indigestione. O quando l’essere umano dentro di me iniziava a fare kick boxing con la mia vescica e la mia cervice, facendomi sobbalzare ovunque fossi. Oppure ogni volta che venivo presa da quelle orribili fitte alle pelvi, il dolore alla cintura pelvica, caro amico mio. Quando mi giravo nel letto, camminavo, stavo seduta. Sempre. Dolori lancinanti che in diverse occasioni mi hanno reso impossibile camminare. Oppure quando dopo due minuti in piedi iniziavo a sentire la gamba destra ubriacarsi di assenzio e cadere addormentata stecchita e l’unico modo per far passare quella odiosa sensazione era sdraiarmi.

Dai, anche quando perdevo sangue dal naso, alla mattina, o dalle gengive, ogni volta che lavavo i denti. Oppure ogni volta che aprivo la bocca per prendere un boccone di qualcosa e sentivo schioccare tutte le ossa della mandibola. Non mi sono sentita incinta tranne quando mi svegliavo in piena notte in preda ad incubi ed inquietanti visioni. E naturalmente tranne quando non riuscivo più ad addormentarmi perché il mio fantastico corpo di donna-mamma si stava allenando per le poche ore di sonno che affronterà tra poco. Anche quando d’improvviso sentivo fiumi di liquidi sconosciuti bagnarmi le mutande, spingendomi a cambiarne 10 al giorno nonostante l’uso dei proteggi slip, a volte in fila per tre col resto di due.

Ah, e tranne quando mi dovevo far ripetere le cose 10 volte perché il mio cervello non era in grado di recepire un messaggio se non vi veniva martellato dentro. O la mia tiroide che con questa gravidanza sembra essersi completamente rincitrullita, portandomi a raddoppiare la dose rispetto all’inizio. A farmi fare prelievi del sangue ogni 4 settimane, ad arrivare ad un eccesso, un brutto attacco di emicrania con aurea e perdita temporanea della capacità di capire le parole che leggevo. A pianti incontrollati e un senso di depressione, perdita di pazienza e tachicardia.

Tranne questo, tutto come prima. Ma sì, che vogliamo che sia. Essere incinte è miracoloso, mi dicono. Pensa a tutte quelle donne che vorrebbero esserlo e non ci riescono, mi dicono. Sei fortunata, mi dicono.

Solo perché altre donne hanno difficoltà ad avere figli, o proprio non ci riescono, non significa che io debba vivere i problemi della mia gravidanza come se fossero nulla. Non lo sono, nulla. Alcuni sono problemi disabilitanti sia fisicamente che psicologicamente. E ci provo a godermi ogni attimo, ci provo a vivere i momenti più dolorosi e difficili con ottimismo e il sorriso, ma mi sono resa conto che lo faccio più perché mi è stato inculcato dalla società che essere incinte è bello e devo esserne felice. Beh, no. Non è sempre bello. Non è sempre rose e fiori. Non è sempre quella affascinante donna con il pancione e la corona di fiori tra i capelli, il vestitino leggero bianco, il campo di grano e il sole alle spalle. Che poi, chi è che si concia così? Perché c’è questa immagine falsa che gira nelle nostre teste? E’ per via dei servizi fotografici che vengono organizzati?

Perciò ecco, questo è stato il mio secondo trimestre, tra il bello e il brutto. Il bello? E’ vero, mica ve l’ho detto. Non mi crescono peli, i capelli non cadono (ma cadranno dopo la nascita), ho le tette di nuovo di dimensione normali, la mia pancia alla fine non è neppure cresciuta troppo (stessa dimensione che aveva con la prima gravidanza), non ho messo su molto peso (anche se la bambina risulta essere una settimana avanti con la crescita e io stia mangiando molto più di prima), non sono costipata, utilizzo frequentemente la scusa “sono incinta” per giustificare certe cose, a volte anche a casaccio, e mi commuovo per qualsiasi cosa. Questo non so se rientra nel bello o nel brutto, fate voi.

Ah, e sto cercando di far capire a Keira che nella mia pancia c’è un bambino. Lei di risposta ci si fionda sopra e dà sberle, l’altra lì dentro risponde con calci e pugni. A parte questo, so che si ameranno alla follia.

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