Sindrome da sfasamento

Italia – Novembre

In Italia è autunno inoltrato. C’è la nebbia, i colori hanno iniziato a cambiare, il cielo diventa sempre più cupo, sempre più spesso. Ci si copre ogni lembo di pelle, non tanto per nascondere lo sbiadimento ormai giunto al termine della tintarella estiva, ma per impedire che il freddo si insinui sotto la tua pelle e si impossessi di anima e corpo. Si indossano scarpe impermeabili e, possibilmente, rivestite internamente di un morbido e caldo pelo (sintetico, ovvio, niente peli di animale per cortesia).

La mattina è sempre più faticoso alzarsi e abbandonare il calore accumulato sotto il piumone. Ci si trascina in doccia mentre fuori è ancora buio pesto. Ci si veste in fretta per non raffreddarsi troppo, si ingurgita velocemente un caffè bollente, in perfetto stile italiano, e si esce dalla porta di casa. Si maledice la temperatura, si osserva il proprio alito trasformarsi in piccoli fantasmi volanti e si sale in macchina (gelida) o ci si avvia a prendere qualche mezzo di trasporto che molto probabilmente sarà in ritardo per i disagi causati dal maltempo.

I negozi pompano aria calda e puntualmente sei costretto a togliere almeno metà degli strati che ti ricoprono. Vedi berretti di lana con annesso pon-pon ovunque, para-orecchi di tutti i tipi e sempre più scarpe pelose, alle quali è impossibile resistere. Le punte delle dita dei tuoi piedi ti implorano di comprarle, non perché sono fashion, ma perché potrebbero essere la loro unica salvezza.

Si mangiano le castagne, magari accompagnate da un po’ di vin brulè. I pranzi e le cene sono sempre più calorici per riuscire a mettere su qualche chilo di protezione termica. Tanto l’estate è lontana, per chiunque abbia il tempo di preoccuparsi della prova costume.

Iniziano gli addobbi di natale, che in pochi apprezzano veramente. I più sono solamente stufi della solita storia trita e ritrita. Luci colorate, angioletti volanti, alberi di natale al posto dei lampioni. Telegiornali e programmi televisivi invitano a festeggiare il natale in qualche baita, davanti ad un caminetto, con litri di vino rosso e cibo a volontà.

Questo è l’autunno che ho vissuto da quando sono nata (vin brulè a parte, almeno fino ai 20 anni) e il natale per me è sempre stato associato a tutto questo e molto di più in realtà. L’autunno per me è un feeling, una sensazione.

E’ anche il periodo che avevo iniziato a non sopportare più nei miei ultimi anni italiani: troppo freddo e umido, troppo commerciale, troppo forzato. Avevo smesso di assaporare tutta l’atmosfera dei preparativi natalizi. Quando mia mamma accennava al fatto di voler tirare fuori gli addobbi per decorare la casa, sparivo come Harry Potter sotto il mantello dell’invisibilità. Per non parlare delle canzoncine di natale. La gente mi urtava i nervi, tutto questo correre in giro a far finta di essere buoni e generosi, a comprare regali per amici o parenti. I primi addobbi per strada mi facevano girare le scatole e il freddo mi rendeva ancora più cinica e scazzata.

Australia – sempre Novembre

E’ primavera inoltrata in Australia, anzi…sta per iniziare l’estate, esattamente il I° dicembre. L’aria è calda e il cielo è per lo più sempre sgombro da nuvole. La gente è in giro con la solita anda australiana: rilassata, molto “easy”, “no worries” e naturalmente…condita dalle immancabili infradito.

Si vedono sempre più pubblicità di impianti di condizionamento e set da giardino. Per non parlare dei barbecue, “barbie”, per gli amici. Gli australiani adorano cucinare all’aperto e questo è il momento in cui si tira di nuovo fuori tutta l’attrezzatura da esterno.

In macchina devi accendere subito l’aria condizionata, rischio calo di pressione immediato e sudorazione incontrollata. Le spiaggie sono sempre più frequentate così come i parchi. Il profumo delle creme solari riempie intere correnti di aria che colpiscono le tue narici, mentre cammini spensierata per la città. Fin qui tutto bene. Meraviglioso, magnifico.

Poi iniziano ad esserci le decorazioni di natale. Ed è qui che inizio ad avere qualche problema. C’è da premettere che da quando sono arrivata qui due anni fa ho vissuto in una specie di limbo nascosto nel più profondo degli universi paralleli: non mi sono assolutamente accorta del tempo che stava passando. Non facevo caso alla data e solo ogni tanto mi accorgevo di che mese fosse, figuriamoci la stagione. Insomma, ho vissuto due anni in un universo dove lo spazio e il tempo hanno tutto un loro modo di essere. La pazza non sono solo io, Mr Big è nella mia stessa situazione.

Questa strana sensazione non mi causa alcun problema, anzi, ben venga che il tempo passi in questo modo tutto unico, dato quello che abbiamo vissuto negli ultimi due anni. Ma c’è un momento particolare dell’anno in cui qualcosa mi trascina fuori dal limbo sperduto e mi catapulta di nuovo nella realtà. Questo qualcosa, come avete già capito, sono gli addobbi natalizi.

Quando inizio a vedere in giro decorazioni sbrilluccicose o alberi di natale inizio ad avere seri problemi. Perché? Perché nonostante abbia ormai saltato 3 autunni europei e vissuto 3 primavere australiane, per me non c’è, non esiste, non è possibile ammettere che esista una correlazione tra: “Novembre/autunno/freddo/è quasi natale” con “Novembre/PRIMAVERA/caldo/è quasi natale”. Non ce la posso proprio fare.

Ed ecco come nasce la mia sindrome da sfasamento temporale.

Un classico esempio della manifestazione di suddetta sindrome: arrivo al mio solito centro commerciale per fare la spesa. Addosso ho gran poco (niente fraintendimenti, please): infradito, shorts e top. C’è un sole accecante, il cielo è blu, anzi…super blu, e fa caldo. Quel bel caldo secco che ti entra nelle ossa e ti fa venire voglia di andare al mare. “Magari dopo”, penso.

Entro nel centro, vengo colpita da un muro d’aria condizionata e la prima cosa che trovo nel mezzo dell’ampio corridoio è un bell’albero di natale ricco di fili luccicanti e palle colorate. Davanti due manichini. In canotta, minigonna e sandali. Il mio passo ben spedito da soldatessa pronta alla guerra (ovvero la spesa) perde consistenza e stabilità. Rallento mentre il mio sguardo è fisso sul quadretto al centro del corridoio. I circuiti neuronali nel mio cervello iniziano ad andare in sovraccarico e a fare scintille. C’è qualcosa che non va: associazione sandali-albero di natale, minigonna-lucine colorate non esiste in nessuna delle mie aree cerebrali.

Cos’è questa roba? Ma che mese è? Dove sono? Ma…non è natale. Non può essere natale, non si festeggia natale se fa caldo. Se si è in infradito. Se si va al mare a fare il bagno. No. Ma è davvero Novembre?

Fortunatamente ne soffro solo per un breve periodo all’anno, esattamente adesso, ma devo ammettere che questa volta la sindrome è un po’ più forte degli anni scorsi. Se ci penso bene è stata una cosa molto progressiva.

Il primo anno, nel 2010, ho pensato che fosse normale essere un po’ sfasata ed ero divertita quando vedevo in giro babbi natali con gli shorts rossi, la canotta e il cappello con il pon-pon bianco. Eravamo atterrati in Australia a metà novembre, ero troppo presa da tutte le novità del cambiamento. In più eravamo ancora a Sydney e successivamente in viaggio in macchina, avevo altro di cui accorgermi.

Il secondo anno eravamo in piena preparazione per il nostro viaggio in Madagascar, dove abitano i genitori di Mr Big e dove avremmo passato le vacanze di natale. La sensazione di sfasamento è stata lieve: avevo mille cose da fare ed organizzare ed ero estremamente gasata per viaggio che stavamo per intraprendere. Gli addobbi natalizi mi hanno trascinata fuori dall’universo parallelo solo per poco tempo, tant’è che poi il mio cervello è tornato dov’era prima e non ha fatto molto caso all’avvicinarsi del natale.

Quest’anno invece la visione degli addobbi e dei manichini con tutta quella pelle scoperta mi ha colpito davvero forte e la sindrome da sfasamento sta perdurando ormai da alcune settimane. Realizzo sempre di più che il mio conscio, subconscio e compagnia bella non vogliono proprio accettare che io mi trovi in un altro emisfero. Che natale e capodanno qui si vivono con 35 gradi. Che c’è bel tempo e si va in giro a piedi scalzi. Non ci riesco. E non sono una che non si adatta. Mi piace cambiare, adoro vivere cose nuove, provare nuove esperienze. Ma su questo non c’è proprio speranza. Per me il natale e l’autunno sono quelli veri solo se vissuti in Italia.

E so anche perché quest’anno la sindrome si è manifestata in tutta la sua gloria. Ormai è da inizio settembre che abbiamo in mano qualcosa di molto, molto speciale…biglietti aerei per l’Italia. Tranquilli, sono di andata E ritorno. Questo ha fatto sì che da quando sono stata sbattuta fuori dall’universo parallelo grazie ai primi addobbi natalizi, il mio cervello si sia effettivamente reso conto che siamo a Novembre, che tra poco è natale e che qui di natalizio c’è gran poco. Fa caldo e mi vesto leggera. C’è il sole e il mare. E si è reso anche conto di quanto è diverso qui rispetto all’Italia. Che alla fine ho voglia di rivivere i momenti natalizi veri, perchè è passato tanto tempo dall’ultima volta.

Ho iniziato ad ascoltare canzoni di natale per prepararmi, per cercare di calarmi nell’atmosfera natalizia, questo sta però alimentando ancora di più la mia sindrome. Ieri mi è sembrata una barzelletta sentire canzoni di natale in giardino con il sole a picco. Ma non importa, sono uscita dal limbo profondo dell’altro universo, sono cosciente del tempo che passa e anche se sono in modalità sfasata mi godo ogni istante pre-viaggio in Italia. Perché poi i prossimi anni probabilmente saranno di nuovo caratterizzati da un “falso” natale.

Forse però è anche questo il bello di essere degli immigrati. Ti allontani da quella che è sempre stata la tua realtà per 28 anni, realtà che ti aveva un po’ stufato. Poi passa il tempo, vivi le stesse cose ma in modo diverso e capisci che per te, per come sei cresciuto, per quello che ha formato il tuo carattere e i tuoi ricordi, c’è solo un vero modo di viverle. Fremi per riassaporarle di nuovo, in particolare quando le stai per toccare con mano.

Il natale è una di queste cose, se non l’unica. Natale per me è rimanere la sera a fissare l’albero e le sue lucine intermittenti. Magari seduta sul divano avvolta in una coperta di lana con una cioccolata calda tra le mani. Cercare i regali di natale in centro città mentre cala la sera, circondata da persone imbacuccate nei loro cappotti. Osservare le finestre illuminate dei palazzi e intravedere qualcuno vicino al proprio albero di natale. Dormire sotto un soffice piumone caldo e non con un misero lenzuolo e il ventilatore acceso perché ci sono 30 gradi alle 11 di sera. Essere con la mia famiglia, mia mamma che cerca di convincerci ad aiutarla ad addobbare casa, che mette le candele a tavola e canzoni di natale di sottofondo. Magari con un po’ di neve alla finestra. Natale è cercare di far alzare mio papà la mattina per poter aprire i regali tutti insieme e le voci dei miei tre fratelli che borbottano tra loro.

E ora in attesa di tutto questo, mi metto in costume e vado a prendere un po’ di sole. Ascoltando canzoni di natale e facendomi prendere dalla mia sindrome da sfasamento.

D’altronde allo stato attuale sono un’immigrata, allo sbaraglio.

22 Comments

  • Ciao Francesca, senti tu mi fai morire dalle risate, ma insomma come cavolo fanno a festeggiare il natale a 35° questi? Ahahah come ti capisco..
    Sei stata molto coraggiosa a cambiar vita, e un po ti invidio. Soprattutto in questo momento…

    Un saluto
    Alberto

  • ciao! sono assolutamente d’accordo.. Adoro da sempre l’Australia e negli ultimi tempi vista la situazione italiana non nego che sto pensando sempre più seriamente all’emigrazione…
    ed essendo nata a dicembre credo che proprio non potrei mai abituarmi a festeggiare compleanno è Natale con il caldo.. anche se pensandoci bene non mi dispiacerebbe provare … ;-)

    Complimenti per il blog!!!

    • Beh, puoi sempre andare in vacanza in un posto freddo durante il periodo del tuo compleanno, così sei a posto ;)
      Grazie per i complimenti!

  • ciao immigrata, ho 22 anni e ho un diploma di tecnico turistico, ma x due anni ho lavorato come operaia in una fabbrica tessile. Volevo sapere se con il diploma che ho e con l’esperienza lavorativa che ho avuto (anche se non è un granché) si può trovare qualcosa senza essere per forza laureati o specializzati. l’idea di cambiare vita e fare un’esperienza del genere mi piacerebbe, però li non avrei nessun appoggio.. quindi la vedo impossibile! grazie

    • Ciao Iris. Non avere un appoggio qui non significa che qualcosa è impossibile. La maggior parte della gente parte senza sapere cosa avrà davanti e senza avere nessuna conoscenza. Quindi, dato che sei giovane, metti via i soldi per il biglietto aereo, parti e costruisciti la tua esperienza! Good luck!

  • se sono arrivato a scriverti è perchè hai conquistato la mia curiosità nella conoscenza dell’ Australia…sei molto brava anche quando descivi il quotidiano sei molto coinvolgente, forse i tuoi labirinti come li chiami te fanno bene a chi dall’ altra parte del mondo vuole sfuggire e visitando sito e leggendo il blog gli sembra di evadere….
    continua così …naturalmente sei già nei miei preferiti
    e come Elena ti chiedo anche io maggiori info per trasferire famiglia…
    grazie Andrea.

    • Ciao Andrea! Grazie infinite per i complimenti! Come leggi nella risposta che ho dato a Elena non posso essere d’aiuto! Quello che cerco di far capire è che qui non è facile rimanere, non tutti possono farlo. Ci sono regole molto dure e moltissima selezione. Per questo suggerisco anche a te di rivologerti ad un agente di immigrazione che saprà aiutarti, in base alle tue caratteristiche, a trovare il visto più adatto a te e alla tua famiglia. Tieni presente però che non è detto che esista il visto giusto per voi, dipende tutto da una serie di fattori. Quindi davvero, prova a contattare chi è esperto nel settore. Si fanno pagare ma d’altronde se si vuole cambiare vita e se si vuole farlo al meglio, i soldi bisogna essere disposti a sborsali! Buona fortuna anche a te!

  • Ciao,
    sono una mamma di 33 anni, con due bambini di 10 e 6 anni, insomma siamo una famiglia che piacerebbe dare una svolta alla propria vita.
    Quando raccontavi del nostro inverno ( Italiano )….come ti ho capita….provo praticamente la stessa sensazione…Grigio, freddo, ovunque vai sei quasi obbligato a spendere…
    Insomma come sarebbe bello poter veramente lasciare tutto alle proprie spalle e riprovare a costruire una nuova vita, l’Australia andrebbe benone!!!!!
    Ti andrebbe di lasciarmi qualche informazione?

    Sarebbe opportuno fare un corso accellerato di inglese, o anche impararlo nel quotidiano…pensando che ho dei bambini che andranno a scuola comunque dovrò sforzarmi di parlarlo e capirlo.

    Che tipo di richiesta c’è di lavoro? mio marito è elettricista.

    Che tipo di attività in proprio si potrebbe gestire?

    E soprattutto….le scuole saranno fantastiche?

    Di domande ne avrei un’infinità. Ma le conserverò per un’altra conversazione.

    GRAZIE, A PRESTO, ELENA

    • Ciao Elena! Non posso dare molte risposte alle tue domande. Ognuno deve capire da sè il percorso giusto per la propria famiglia e ognuno reagisce in modo diverso in un nuovo paese. C’è chi arriva, si trova malissimo e dopo un po’ torna a casa. Ci sono degli agenti di immigrazione specializzati proprio nel studiare ogni singolo caso e dare tutte le risposte che cerchi. Sicuramente la lingua inglese è molto importante, specialmente per tuo marito che eventualmente dovrà trovare lavoro. So che elettricisti ne cercano parecchi, almeno qui nel Western Australia. Aprire un’attività è davvero complicato, per quel che ne so io devi dimostrare di avere già posseduto un’attività simile che fatturasse molti, molti, molti soldi. E’ anche in questo modo che il governo riesce a tenere un’economia stabile e in crescita! Vi auguro tantissima fortuna!

  • Ciao Immigrata, il tuo blog è davvero bello e anche io in questo periodo particolare della mia vita ho pensato di trasferirmi in Australia, anche se sono molto giovane (ho 18 anni).
    In ogni caso, una cosa che non capisco nei tuoi post: come hai fatto ad entrare in Australia e rimanervi per tanto tempo? Quale visto hai usato e come hai ottenuto un visto permanente?
    Aspetto con ansia la risposta ed il prossimo post!
    Ciao!!!

    • Ciao Luca! Non abbiamo ancora ottenuto un visto permanente, non è così facile! Purtroppo non posso svelare niente perchè ho intenzione di scrivere un post proprio sul percorso che abbiamo preso una volta arrivati qui, quindi dovrai aspettare un po’! E comunque ogni esperienza è molto soggettiva, quello che è andato bene per noi non è detto che vada bene in altri casi! Buon anno!

    • Ciao Ale, grazie per i complimenti! Allora, non ho idea chi si sia inventato questa cosa dei lavori socialmente utili, mai sentito parlare! L’inglese è inglese in tutto il mondo, quindi quello australiano è come quello che si parla in Inghilterra. La cosa che ovviamente cambia è l’accento, esattamente come l’inglese americano o l’inglese di un irlandese ti devi sforzare un po’ di più per capire. Gli affitti sono alti, ma se hai un buon lavoro non è poi così esorbitante la cifra! In bocca al lupo!

  • Ciao immigrata, complimenti per il sito!
    Sono un 22enne con un semplice diploma di perito elettrico elettronico e un altro di informatica…. non so quanto possano valere o che valore si attribuisce all’estero…. comunque mi hanno detto che se volessi lavoro in australia dopo un po’ di mesi devi dimostrare che ci tieni alla loro terra facendo lavori socialmente utili è vero? se è vero cosa vuole dire? :)
    inoltre è possibile imparare l’inglese sul posto? mi hanno detto che l’inglese australiano non è proprio identico a quello che si impara a scuola!
    Scusami per le mille domande ma purtroppo la voglia di scappare è molta e vedere come sta andando qua in italia e l’evolversi delle situazioni non è delle migliori! Insomma è vero ho 22 anni ma ho ricevuto molte delusioni da questo paese e l’unica cosa che mi trattiene dal scappare sono i miei amici e la mia famiglia ma non so quanto reggerò in tanto questo mese chiuderò la partita IVA! :)
    Grazie in anticipo, Ale!

  • ciao immigrata e complimenti per il sito!molto utile per sapere come muoversi inizialmente in Australia! Io vorrei tanto ”provare” a vivere in Australia!la cosa che mi frena è la lingua e il fatto che ho un’attività! una domanda… ma è vero che ogni anno devi tornare in Italia per un tot di mesi? oppure se hai un lavoro puoi stare anche più di un anno? grazie per le delucidazioni! Nicholas

    • Ciao Nicholas! Grazie per i complimenti! Sapere l’inglese è molto importante, sia da un punto di vista pratico sia psicologico: non capire niente e non riuscire a comunicare può essere molto deludente e frustrante!
      Non so dove hai avuto l’informazione che bisogna tornare in Italia per un tot di mesi…non ho mai sentito di una cosa del genere. Una persona con un visto regolare puà rimanere in Australia per tutta la durata del visto stesso, può viaggiare e uscire dal paese quante volte vuole. Dopodichè, allo scadere del visto, deve andarsene o diventa un immigrato illegale. Tutto qui. Ci sono visti come quello turistico che durano tre mesi e visti che durano 18 mesi.
      E non è vero che se hai un lavoro puoi rimanere più di un anno. Ripeto, puoi anche essere il Papa in persona, ma se il tuo visto dura un anno e non riesci a farne un altro allora te ne devi andare!!!! Quello che ho scritto sono informazioni che vengono dalle mie conoscenze, non considerarle ufficiali, per questo esistono gli agenti di immigrazione MARA. Nel caso tu voglia informazioni ufficiali affidati a loro o cerca nel sito del governo australiano!
      Good luck!

  • Ciao, complimenti per la vostra scelta, onestamente l’australia è uno dei posti che mi affascinano di più volendo cambiare vita e dove so che se dovessi trasferirmi probabilemnte potrei trovare lavoro.
    Sinceramente la paranoia è di mia moglie…che ha l’ossessione dei ragni e serpenti velenosi…potete rassicurami in merito che non rischiamo la morte ogni volta che si esce in giardino o a fare una passeggiata in campagna? :-D
    Poi al di là di tutto quello che veramente vorrei trovare è un po’ di meritocrazia e loa voglia di premiare chi ha buone idee imprenditoriali (ci piacerebbe aprire una nostra attività).
    Ciao Grazie

    • Ciao Alex! Grazie per i complimenti. Beh, tua moglie ha ragione, il continente australiano è conosciuto per avere alcuni tra gli animali più pericolosi al mondo, però basta saperlo e stare attenti, esattamente come in Italia si sta attenti ad esempio alle vipere se si va in campagna! Non è che hai i coccodrilli nel giardino o ragni assassini in doccia!!!
      Non voglio smontarvi ma aprire un’attività non è così rose e fiori come si potrebbe pensare, non è più come una volta! Provate a cercare un agente di immigrazione magari specializzato per i visti imprenditoriali (chiamiamoli così…!), dovrebbero esserci anche in italia e vi potrebbe chiarire le idee!
      In bocca al lupo!

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