Cos’è quella cosa

Ma cos’è quella cosa che senti dentro? Quella che riesci ad affievolire per un po’ di tempo ma che inevitabilmente torna a fare capolino nella tua mente.

Cos’è quella sensazione di incompletezza, di ricerca, di voglia di più?

E’ qualcosa che hai dentro, qualcosa che sfami per tenerla buona, qualcosa che però necessita sempre di più per starsene quieta e a riposo.

Qualcosa che ho sempre avuto dentro. Beh, non sempre…sin dai miei 12/13 anni. Qualcosa che all’inizio associ all’adolescenza, al fatto che stai crescendo e che sei invasa da un tornado di ormoni che ti sballano completamente il cervello e il modo di percepire il mondo e le persone attorno a te.

Poi l’adolescenza passa. Ma quel qualcosa rimane. La spinta a cercare qualcosa di meglio, la sensazione di non avere tra le mani quello che vorresti.

E così ti spingi sempre oltre, cerchi sempre quel qualcosa in più. Il lavoro che trovi ti soddisfa all’inizio ma col passare del tempo inizia a starti stretto, il paese dove sei, con il quale non è che sei proprio andata sempre d’accordo, inizia ad incupirsi sempre di più attorno a te. Non può essere tutto qui. Voglio di più.

Cambi paese. Ricominci da zero. Affronti sfide che ti elettrizzano, che ti sbattono contro l’aria della vita che ti circonda. Rinasci, ti riscopri. Sei galvanizzata dalle cose nuove che ti cadono tra le braccia. Corri velocemente e dai da mangiare alla cosa.

E lei finalmente tace.

Poi pian piano le cose si stabilizzano, passano gli anni, si installa una routine. E quel qualcosa che era stato in silenzio per molto tempo torna a farsi sentire. Nella tua pancia e nella tua testa. Ti sussurra, ti ammalia. Ti fa porre delle domande a te stessa.

Sei felice? Sì, come non mai. Sei soddisfatta della vita che hai? Decisamente sì. Però? Però voglio cambiare. Voglio nuovi stimoli. Voglio nuovi paesaggi, nuovi orizzonti, nuove culture, nuovo cibo. Voglio uno stile di vita diverso. Perché? Non ti piace dove sei? No, sto benissimo dove sono. E allora perché vuoi cambiare? Perché voglio sentirmi di nuovo sfidata, destabilizzata, incuriosita. Perché lo sento e basta.

E da quando la cosa è tornata a farsi viva, lievemente – di tanto in tanto, che ci rifletto. Mi sono chiesta se prima di partire per l’Australia il mio fosse solo un disagio nei confronti del paese dove mi trovavo.

Ora sono qui, mi piace, sto bene, eppure dopo 5 anni già inizio a sentire il formicolio alle gambe. Quei piccoli scatti che vogliono farmi correre di nuovo, da un’altra parte.

Allora forse non è il paese dove mi trovo. Allora forse sono semplicemente io che non mi accontento mai. Che voglio di più, che cerco di più. Ma non è giusto dire che cerco di più, perché in realtà quello che cerco è qualcosa di diverso da quello che ho ora. Non è qualcosa in più, è qualcosa che si presenta in un’altra forma.

Diversità. Semplicemente.

Non sono sola in questa corsa allo sfamare la cosa. Anche il mio compagno ha la stessa identica sensazione. E allora mi chiedo: perché certe persone sono così? Perché sentiamo questa spinta a cambiare, a non volere cose statiche? Che sia il lavoro che deve sempre offrire stimoli nuovi, che sia il paese dove ci troviamo, perché non sappiamo stare fermi su quello che abbiamo?

Forse so la risposta. Forse noi siamo dei sognatori. Appena conquistato un sogno abbiamo bisogno di crearne un altro e di puntare ad esso. Forse ci cibiamo di sogni, di fantasie, di immagini e sensazioni presenti solo nella nostra testa. Avere qualcosa di nuovo da raggiungere ci stimola, ci piace. Non disprezziamo quello che abbiamo, come fai a disprezzare un sogno che sei riuscito a trasformare in realtà? Non passa giorno senza che ci rendiamo conto di quanto abbiamo in Australia, di quanto bene ci abbia fatto, di quanto ci abbia cambiati dentro. Siamo felici ma essere felici non significa necessariamente dover stare fermi con quello che si ha.

Giusto o sbagliato non lo è. Non esiste un giusto o sbagliato, ognuno vive come gli pare e piace, ognuno deve fare della propria vita ciò che vuole. Quello che so è che a me va bene così.

A me piace spingermi sempre oltre e lasciare che l’aria sferzante di cose nuove mi segni il volto.

Per me questa è la vera vita ed è l’unico modo che conosco per viverla.

Cos’è quella cosa?

Quella cosa siamo noi.

3 Comments

  • Grazie per le tue parole, non so spiegarmi il perchè, ma danno conforto :) Sono anch’io un viaggiatore, ed è incredibile la spinta che ho ricevuto nel voler sempre e costantemente far vivere ai miei occhi nuovi orizzonti e nuove musiche. Ho vissuto un girone infernale esattamente ogni 6 mesi, finiti i quali riprendevo il giro di giostra per ripartire capelli al vento, dopo 8 anni iniziai a pensare che realmente avessi un problema a stabilirmi, che forse dovevo interpretare in altra maniera questa mia compulsione frenetica a cambiare amici lavoro città usi costumi lingua, che non fosse possibile dover stravolgere tutto quanto per la sola voglia di conquistare nuovi sogni. Ma come dici tu, è la realtà !! Ci cibiamo di sogni :) Null’altro … Ecco che ho deciso di partire per l’Australia. Ahjahajhajahja

    Namaste, Love & Light

  • Pensavo esser la sola ad avere queste “strane convulsioni”di quel qualcosa che non so spiegare. Cosí ritorno alle cose di sempre, di tutti, quelle cose che fanno girare la ruota della nostra vita di casa, di compagna, di sorella, di figlia. Ma il pensiero mentre tagli le carote da cuocere, mentre il telegiornale parla, mentre scorre il presente, io, assente -per attimo, davvero- penso alla cosa. Poi, leggo Francesca, le sue parole e mi ritrovo a passeggiare tra le sue righe. Si, un sollievo. Non sono sola. Quello strano essere o quella strana cosa che si accende con un giro di note di una canzone azzeccata per il momento, pulsa. Sognatori. Sognatrice? Si. Lo sono.

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