E’ ora di cambiare

E’ ORA DI CAMBIARE. Continua a ripetere a sé stessa.
NON E’ COSI’ DIFFICILE, BASTA FARLO. E allora facciamolo.


Ok, io vi avviso: oggi giornata particolarmente introspettiva, di semi-smarrimento, di domande senza risposta. Valutazioni sul futuro, valutazioni di grandi cambiamenti, conseguenti dubbi e un continuo questionare le mie capacità. Un paio di lacrime già che ci siamo, perché in qualche modo bisogna cercare di tirar fuori, no?

Per sentire di avere il controllo almeno su una piccola parte della mia vita, ho deciso che seguirò il mio istinto (negli ultimi anni troppo spesso rilegato in uno sgabuzzino). Oggi faccio quello che ormai da un paio d’anni sento di dover fare: cambiare il mio nome online.

Immigrata allo Sbaraglio. Sento che non è solo il mio essere immigrata che è allo sbaraglio, ma tutta me stessa. Come donna, come madre, come lavoratrice in cerca della propria strada. Sento che sono un caos, che proseguo allo sbaraglio in tanti settori della mia vita. Tutti online mi conoscono come Immigrata ma non ci riesco più a stare dietro questo nome. Nonostante il timore di fare una cavolata, cambio. Perché dico sempre a tutti che bisogna avere il coraggio di farlo, di cambiare, ma se non sono io la prima a fidarsi delle proprie parole, ‘ndo vado?

Perciò eccomi qui, FRANCESCA ALLO SBARAGLIO.

Cambierò pian piano tutto ciò che ho online. Il sito per ora rimarrà immigrataallosbaraglio.com ma in futuro diventerà francescaallosbaraglio.com.

Ho in testa diverse cose che vorrei sviluppare nei prossimi mesi. Mi piacerebbe rendervi più partecipi della mia vita personale, farvi sentire cos’è lo sbaraglio per me, perché sono sicura che in un modo o nell’altro vi ci ritrovate anche voi. Tempo ed energia permettendo spero davvero di farlo.

Concludo il papiro con qualcosa che ho scritto tempo fa, qualcosa che per caso ho riletto oggi e mi ha dato quel calcio nel culetto che forse aspettavo.

Finisce tutto. Il tempo finisce.

C’è un muro in fondo alla strada.

Come vuoi camminare i chilometri che hai davanti? Come vuoi osservare quello che ti circonda? Come vuoi dare valore alle cose? Cosa ti rimarrà alla fine? Per cosa stai facendo tutto questo? Perché rimani a fare un lavoro che non ti piace? Cosa penserai quando sarai su quel letto e l’unica cosa che vorrai sarà solo vedere gli alberi oscillare alle carezze del vento? Ti pentirai di non averlo fatto abbastanza quando potevi, quando pensavi di averlo, il tempo?

Perché dobbiamo vivere la nostra vita sottostando a certe condizioni? Perché ci vuole tanto per cambiare, per avere il coraggio? Perché abbiamo paura di prendere decisioni azzardate? Perché, se la cosa peggiore che ognuno di noi potrebbe perdere è in realtà semplicemente il tempo?

Il tempo per tutto. Per amare, per osservare, per sorridere, per viaggiare, mangiare, per non preoccuparsi, per affrontare le cose con semplicità.

Il tempo lo sento scivolare via tra le dita, sta andando sempre più veloce. E non voglio perderlo, non voglio sprecarlo. Non voglio farmi troppe domande. Non voglio pensare troppo. Voglio far entrare la maggior quantità di vita possibile in ogni milionesimo di micro istante del tempo.

Siamo scanditi dal tempo, siamo fatti dal tempo.

Anche se sono dall’altra parte del mondo, la riesco a vedere bene mia nonna.

Spegnersi lentamente lasciando traspirare attorno a sé la verità della vita.

Ha un inizio. Ha una fine. E in entrambi siamo profondamente soli con noi stessi.

E con il tempo che hai davanti e con il tempo che hai alle spalle.

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