Mettete mai giù il telefono per fermarvi ad osservare il mondo?
A me capita di farlo, anche se non quanto vorrei.
Le ultime due volte sono parecchio distanziate tra loro.

9 Agosto 2016. Io e la mia bella pancia di donna incinta di 38 settimane siamo andate a bere una cioccolata calda in un locale in centro città. Ero sola e il cellulare mi si è scaricato tra le mani. Ho alzato la testa, appoggiato la schiena contro la poltrona e ho iniziato a guardarmi attorno. Una mano sulla pancia per cercare di calmare i calci e pugni che raramente si fermavano e gli occhi puntati fuori sulla strada. Sapevo che probabilmente quella sarebbe stata l’ultima mia volta “sola”, sapevo che la piccola sarebbe arrivata presto e ho assorbito ogni istante di quei bellissimi minuti sorseggiando cioccolata e sorridendo al mondo. Quella sera stessa alle 7 e mezza sono entrata in travaglio e dopo 9 ore stringevo tra le braccia quel piccolo essere umano che si era gustato la cioccolata assieme a me poche ore prima. Ho apprezzato moltissimo che la batteria del mio cellulare fosse morta, sono grata di quei momenti e sorrido sempre quando penso a quell’ultima mia uscita da non-mamma.

L’altra è stata qualche giorno fa. La piccola di 5 mesi seduta in macchina addormentata (finalmente aggiungerei), mio marito andato a fare la spesa e io rimasta con la piccola per sorvegliarla. Svegliarla dopo la fatica fatta per farla dormire non era decisamente nelle nostre intenzioni. Di nuovo, cellulare scarico e per passare il tempo mi sono messa a guardare la gente salire e scendere dalle scale mobili proprio in fronte a me.

Una coppia. La ragazza ha l’aria triste e affranta e parla con il suo lui. Il ragazzo le sorride, le accarezza la guancia e le dice qualcosa per rassicurarla mentre lei si sposta di fronte a lui e lo abbraccia. Sono rimasti così, abbracciati lungo la salita delle scale. Mi ha reso felice vedere due persone innamorate scambiarsi un gesto di affetto così intenso, mi ha ricordato di quanto sono felice e fortunata ad avere una persona con cui anch’io, spesso, mi abbraccio sulle scale mobili.

Una mamma e un bambino di qualche anno. Lei dietro di lui come un supereroe invisibile, lo segue silenziosa mentre lui corre ed esplora il mondo su e giù per le scale. Un paio di volte il bambino ha rischiato di cadere e farsi un gran male, entrambe le volte ho visto il volto della madre diventare pietra e le sue braccia accennare ad un movimento di salvataggio. Entrambe le volte non ha detto nulla e ha lasciato che il piccolo continuasse le sue corse ridendo e sghignazzando. E’ dura essere un genitore, in ogni fase della vita del proprio figlio, e ora lo riesco a capire, a capire davvero.

Una coppia caucasica adulta, lei avrà avuto sui 45/50 anni e lui sui 50. Capelli brizzolati e rughe sui volti abbronzati. Spingono un carrello con sopra due gemelli di neanche un anno. I bambini hanno i lineamenti asiatici e dal comportamento della coppia ho avuto l’impressione che fossero i genitori. Mi sono chiesta quale percorso li avesse portati fino a lì. Forse sono riusciti ad adottarli dopo anni di tentativi, forse non hanno voluto adottarne solo uno e separarli e hanno scelto di prendere con sé entrambi. Non lo so e non lo saprò mai ma la dolcezza dei gesti di entrambi verso i due bambini mi ha lasciato tanta felicità.

Mettete mai giù il telefono per fermarvi ad osservare il mondo?
Fatelo.

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