Tu lo sai Italia, il nostro rapporto. Lo sai bene quanto tu mi sia stata stretta, quanto poco libera mi facessi sentire. Quanto incatenata e limitata mi sentissi quando stavamo insieme.

Tu lo sai come me ne sono andata. Di fretta, senza nessun ripensamento. Volevo staccare i piedi dalla tua terra, volevo allontanarmi e vivere al di fuori dei tuoi cieli. Ho sbattuto la porta dietro di me e non mi sono più voltata.

Tu lo sai che non mi sei mai mancata, vero? Lo sai che non ho mai pensato di tornare indietro sui miei passi?

Quando ho deciso di ritrovarti, per la prima volta dalla mia partenza, erano passati solo due anni. Due anni senza vederci non sono stati abbastanza per viverti diversamente. Sarà stato il brutto tempo, sarà stato che sono rimasta principalmente ferma per tre settimane nello stesso luogo della mia prima vita. Sarà che tutto mi sembrava così immobile, grigio, scuro, triste, a rallentatore. Sarà che ancora dovevo lasciar passare del tempo per affievolire quella che eri per me, prima.

Sono ripartita da lì per la mia nuova casa con gran sollievo, ancora più convinta della decisione che avevo preso due anni prima.

Quella visita mi ha lasciata amareggiata e delusa. Non so neppure se di me stessa, che ancora non riuscivo a vederti con occhi diversi, o di te.

E così mi ero ripromessa che quando prima o poi sarei tornata una seconda volta, sarei tornata con un approccio diverso, con una mente diversa, con aspettative diverse.

Ci sono voluti altri quattro anni prima di risalire su un aereo diretto verso di te. Questa volta ho portato a farti conoscere mia figlia, nata lontana dalle tue braccia ma pur sempre con te nel sangue.

Questa volta l’entusiasmo era alle stelle, questa volta avevo deciso che ti avrei assaporata diversamente, non da cittadina ma da turista. Una turista che vive in un altro paese, l’Australia.

Sono riuscita ad apprezzare ogni cosa, sia positiva che negativa. Ma tu lo sai che a volte i difetti sono proprio quel tocco magico che rendono qualcosa o qualcuno così speciale? Tu lo sai che sei bellissima? Tu lo sai che hai talmente tanto da dare che è quasi doloroso vedere lo spreco del tuo potenziale? Lo sai che spesso all’estero mi hanno chiesto perché mai ti ho lasciata? Che mi invidiano per essere nata e cresciuta da te e con te?

Tu lo sai quanto buono sia il tuo cibo? Quanto disponibili e cortesi siano le persone che si incontrano lungo le tue strade, da nord a sud? Che le tovaglie a scacchi sui tavoli di un ristorante sono qualcosa che non trovi ovunque? Che i tuoi colori, le tue colline, le tue vette sono fanali brillanti che ci illuminano anche di giorno? Che il tuo mare non sarà impetuoso e intenso come l’oceano ma è altrettanto meraviglioso? E i tuoi colori? Le tue sfumature, i tuoi passaggi da basso, alto, morbido e basso ancora. I tunnel che attraversano le tue montagne, le strade curve che ti accarezzano su e giù.

Ti sei fatta riscoprire e ho lasciato che mi colpissi con tutto ciò che avevi. Ho spesso sospirato di sorpresa e stupore, come se vedessi tutto per la prima volta. Ed è davvero stato così, ti ho vista e osservata per la prima volta solamente adesso, a 35 anni.

Sono state due settimane intense e meravigliose, in cui ho visto sia il bello che il brutto di te, ma quello che mi hai lasciato è stato solo un sorriso di soddisfazione e la voglia di tornare a trovarti per scoprirti ancora di più, Italia.

Ti porto dentro di me sempre, anche se siamo lontane e anche se non mi faccio spesso viva. Sei nella passionalità che metto in qualsiasi cosa, nella gestualità che accompagna ogni mia frase, nell’impeto e nel fervore che esplodono quando qualcosa tocca i miei punti deboli. Sei in me nella complessità che a volte ho nell’esprimere un concetto molto semplice. Sei nella mia arte dell’arrangiarmi e nella precisione e attenzione che metto nei lavori che svolgo.

Sei dentro di me e ho smesso di negarlo.

Ma tu lo sapevi già, vero Italia?

 

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