Il vuoto è ovunque.

E’ un concetto difficile da spiegare. E’ come l’infinito.

Il vuoto ha diverse spiegazioni in diverse culture. Diverse facce. Diverse associazioni.

Il vuoto può essere una sensazione che provi.
Quella che esplode dentro la pancia quando stai per andare ad un importante colloquio di lavoro.
Quando vedi qualcosa che ti fa scattare un ricordo spiacevole.

Il vuoto ti dilania dentro quando sei incinta e un istante dopo non lo sei più.

Il vuoto ti spezza il fiato quando scopri un tradimento.

Il vuoto ti assale quando guardi il cielo di notte. Quando ti chiedi il senso della tua esistenza.

Il vuoto è inesistente. E’ mancanza di energia, molecole, atomi.

Dicono.

Ma allora perché se è inesistente lo riusciamo a percepire così forte?

Forse il vuoto siamo noi stessi.
Perché siamo in un costante stato di cambiamento. Perché nella nostra realtà microscopica siamo impalpabili.
Forse noi non esistiamo mai nello stesso istante e nello stesso modo.

Il vuoto è quando sei ancora sdraiato a letto, è mattina presto e suona l’allarme. Quando inizi a svegliarti e guardi davanti a te, lungo la tua giornata e verso quelle future. Il vuoto è quello che senti quando ti accorgi che non c’è niente di stimolante che ti sta aspettando. Quando sai che affronterai l’ennesima giornata a trascinarti nella tua vita, cercando di non soccombere.

Il vuoto è non avere obiettivi davanti, non avere qualcosa da raggiungere.
E’ il tunnel buio che si visualizza davanti a te quando non hai più speranze, quando sei passivo agli eventi.
Quando nulla di quello che stai facendo ti piace né ha senso. Quando non senti via d’uscita, quando sai che stai sprecando le tue giornate.

Il vuoto ti accompagna silente anche quando trovi la forza di scostare le lenzuola e sederti a fatica sul bordo del letto.
Starà zitto ma sarà sempre dietro le tende della tua mente.
Il vuoto si ripresenterà ancora il mattino successivo, e quello dopo ancora finché non riuscirai a trovare qualcosa con cui riempirlo.

Perché il vuoto può essere riempito.

Con del cibo. Con odio. Con vendetta.
Oppure con un nuovo obiettivo. Con un cambiamento. Con nuovi traguardi da raggiungere.

Ma il vuoto esiste anche quando pensi di averlo colmato, anche quando sei immensamente felice. C’è sempre, davanti e dentro di te.

Perché il vuoto è ovunque. Perché il vuoto è tutto.

L’importante è saperlo domare.

L’importante è saperci domare.

 

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