Il titolo (“Ho bisogno di un dollaro, un dollaro è quello di cui ho bisogno”) è preso da una canzone che in questi ultimi giorni continuo a canticchiare mentalmente perchè mi mette allegria e perchè rispecchia quello che sta succedendo in casa “Immigrati allo sbaraglio”. Se volete ascoltarla mentre vi perdete nelle mie disgrazie letterarie questo è il link.

Ok, eccomi qui. Ore 7.30 di mattina, la mia tazzina di caffè espresso accanto a me (grazie mamy e papy che mi hanno portato la moka originale italiana…e regalato le tazzine) e il portatile di fronte.
E’ il caso di spiegare un po’ cosa sta succedendo e tranquillizzare chi su facebook si è preoccupato quando ho postato la foto dei 30 dollari scarsi che ci rimangono.

Dunque. Eravamo rimasti alla grande notizia del nuovo lavoro per Mr Big e di tutti i vaneggiamenti mentali che abbiamo iniziato a farci.
La prima cosa da dire è che abbiamo sempre ricevuto lo stipendio (del lavoro schifoso) il lunedì di ogni settimana. Di solito in Australia gli stipendi sono su base settimanale o bisettimanale, anche se per una questione di costi tante aziende stanno passando al sistema mensile.

Appena abbiamo saputo del lavoro nuovo ovviamente abbiamo iniziato a pensare a quanto ci avrebbe cambiato le cose. Per esempio avremmo potuto fare la spesa in modo più tranquillo, concederci di uscire un po’ più spesso e decisamente avremmo potuto comprarci dei vestiti nuovi. Immaginavamo già un milione di cose, perchè è normale che sia così dopo aver tirato la cinghia per un periodo così lungo.

Il primo scontro contro il muro della cruda realtà è stato quando hanno detto a Mr Big che lo stipendio sarebbe stato su base bisettimanale. Non so perchè ma eravamo fissi sull’idea di riceverlo ogni settimana…credo sia colpa dei fumi della felicità che ti fanno perdere quel minimo di lucidità mentale a cui ti tieni aggrappato. Cosa voleva dire? Che dall’ultimo stipendio del lavoro di cleaners al primo del lavoro nuovo sarebbero passate due settimane. In una situazione normale non sarebbe stato preoccupante, il problema è che nel nostro conto non c’erano così tanti soldi, proprio per niente. Da gennaio in poi abbiamo avuto una miriade di spese impreviste che non ci hanno permesso di mettere via neanche un minimo fondo da poter usare in un caso del genere. Facendo due calcoli abbiamo visto che saremmo arrivati proprio al pelo della sopravvivenza quindi Mr Big decide di voler fare un ultimo fine settimana di consegna pizza per raccattare qualche soldo e io mi propongo di andare a pulire ancora qualche casa, almeno per una settimana. La cosa mi è stata impedita da Mr Big che continuava a dirmi che non c’era da preoccuparsi e che ce l’avremmo fatta. Ok, se proprio insisti non vado a pulire…che peccato ;)

Superata la delusione iniziale di non poter iniziare i nostri piccoli cambiamenti già da subito, ci siamo completamente immersi nella nuova realtà. Sveglia presto, Mr Big vestito tutto bello e figo con la sua valigia di pelle (magnifico mio regalo di parecchi anni fa) che esce per andare in ufficio, io che mi posso mettere davanti al computer tutto il giorno e sviluppare i miei progetti, Mr Big che torna verso le 5 a casa, un po’ di relax, cena e a nanna. Siamo andati al ristorante brasiliano di cui vi parlavo nell’altro post, perchè sempre secondo i calcoli potevamo permetterci di festeggiare questo grande momento. Peccato che non ci sia piaciuto per niente: 120 dollari buttati nel cesso. Incavolati a mille abbiamo comunque cercato di goderci il momento che per tanto tempo abbiamo aspettato di poter festeggiare. Le cose stavano davvero cambiando e non sarebbero mai più state così, sarebbero solo migliorate. Ahahhahah! Certo….come no!

Un giorno (non ho idea di quando, credo di essere di nuovo in uno dei miei buchi spazio-temporali) passando davanti allo studio di Mr Big vedo che smanetta con excel e le tabelle dove tiene aggiornate tutte le nostre questioni di soldi, spese, stipendi, etc. Non ci dò peso e proseguo verso il mio studio (sarà anche una casa da immigrati, come dice mio fratello, ma almeno è spaziosa). “Starà facendo le previsioni per vedere quanto ci mettiamo a mettere via i soldi per il prossimo viaggio” penso. Dopo qualche minuto viene da me, si siede su una poltrona (ikea) posizionata davanti alla mia scrivania e un po’ scuro in volto mi dice:
“Baby c’è una cosa che non abbiamo considerato”
“Cosa?”
“ Le tasse”
“Mmmmm…cosa intendi?”
“Sai che le tolgono subito dallo stipendio per poi ridartele, se hai pagato in più, quando fai la dichiarazione a luglio. Non è come con l’agenzia di pulizie che avevamo lo stipendio lordo e poi dichiaravamo noi quanto avevamo guadagnato e quanto c’era da togliere”
“Ops…non ci avevo pensato. E quindi quanto ci rimane di quello che guadagni?”
– Il gelo nel sangue –
“Praticamente gli stessi soldi che guadagnavamo prima con le pulizie e le consegne pizza”
“Ma noooooooo comeeeeee????”
– Occhi spaventati e persi nel vuoto mentre mi sento trascinare via dall’universo parallelo dove ero finita e dove la nostra vita prendeva una piega diversa –
“Eh lo so, non l’avevo calcolato”
“Ok, ma ce la facciamo?”
“Ovvio, ma la differenza rispetto a prima si vedrà quando inizierai a guadagnare anche tu con il webdesign”
– Ottimo, un po’ di pressione può solo fare bene e stimolarmi –
“Tra l’altro il primo stipendio non sarà neanche pieno perchè ci sono le festività di Pasqua da togliere e con il contratto temporaneo che ho non sono pagate”
“Eh porca…qualcos’altro???”
“No, spero di no”
“Mica può essere tutto facile, eh?”
“No infatti, sai che noia!”

Dopo quest’altra bella notizia torno decisamente in modalità mentale “risparmio” e con i piedi ben affondati per terra. Continuo comunque a fantasticare e ad immaginare il momento in cui potremo farci dei fine settimana via, o fare colazione fuori la domenica mattina, ovviamente in riva al mare. Oltre ad una miriade di altre cose. Ma per adesso: fly down e concentriamoci sul presente. Siamo già iper fortunati ad aver cambiato lavoro, non si può pretendere troppo!

Fino ad oggi i giorni sono stati molto intensi, Mr Big al lavoro si trova molto bene e la sua sensazione è che il progetto che gli hanno affidato richiederà più tempo del previsto. Ovviamente lo speriamo fortemente perchè così gli prolungano il contratto, però non ci facciamo assolutamente affidamento e infatti a circa metà dei tre mesi inizierà a cercare un altro lavoro. Ormai abbiamo imparato che bisogna pararsi le chiappe come meglio si può.

Io sto creando la mia agenzia di webdesign, hurray hurray! Richiede un sacco di lavoro ma sono ben decisa a continuare su questa strada. Ci sono state un paio di delusioni a livello lavorativo per me ma ci passo sopra e vado avanti. Ho imparato che spesso chi fa da sé fa per tre e che non bisogna fare troppo affidamento sugli altri. Sono cinica, lo so, ma mi ci sono voluti anni di botte in faccia, in testa e nel cuore per diventare così, prima ero una tontolona che credeva a tutti e si illudeva di tutti. Non più!

Voi pensate sia finita vero?
Ebbene no!
Il famoso stipendio del lavoro nuovo doveva arrivarci settimana scorsa, pensavamo lunedì ma in realtà dei colleghi di Mr Big gli hanno detto che di solito arriva il mercoledì o giovedì. “Beh, due giorni in più ce la facciamo a resistere” avevamo pensato.
Quando giovedì scorso ancora non si vedeva l’ombra di un centesimo di stipendio sul nostro conto, Mr Big ha contattato chi si occupa di queste cose nell’azienda e abbiamo avuto l’ennesima felice notizia, ahimè.
Gli stipendi bisettimanali vengono versati a metà mese, perchè il conteggio parte dall’inizio del mese. Del fatto che Mr Big abbia iniziato a lavorare l’ultima settimana di marzo se ne fanno un baffo. Ovviamente raggruppano gli stipendi nello stesso gruppo di pagamento perchè altrimenti sarebbe tutto sfasato e verrebbe un caos totale, e noi non ci avevamo per niente pensato. Lo ripeto: questi sono i fumi dell’entusiasmo che annebbiano la capacità di usare il cervello, che diamine!
In sostanza giovedì scorso abbiamo scoperto che avremmo dovuto aspettare un’altra settimana prima di ricevere ‘sto cavolo di primo stipendio tanto atteso e sospirato. Sul conto avevamo 403 dollari. Dovevamo ancora pagare l’affitto settimanale di 320 $ ed eravamo già in ritardo di un giorno. Pagato quello ci sono rimasti 83 dollari, ma altri 77 sono stati presi venerdì dall’assicurazione della macchina. SEI dollari sul conto. Ottimo! Abbiamo fatto un’esplorazione accurata di tutte le nostre tasche e borse varie e abbiamo racimolato una quarantina di dollari, e con questi stiamo andando avanti da 4 giorni e ci devono bastare fino a mercoledì/giovedì, sperando che non ci siano altri intoppi con lo stipendio.
Noi ci ridiamo su, pensiamo che davvero, più in basso di così non potremo mai più scendere, anzi…NON VOGLIAMO più scendere!
Siamo molto tranquilli…abbiamo cibo nella dispensa, per lo più tonno in scatola e un bel po’ di pasta e abbiamo abbastanza soldi per prendere un po’ di verdura per questi ultimi tre giorni.

Di sicuro le cose non si sono evolute come pensavamo all’inizio, quando Mr Big ha ottenuto il lavoro. Un colpo dietro l’altro e ci siamo ritrovati ad avere meno soldi di prima. La leggerezza che abbiamo provato per un paio di giorni ben presto si è trasformata di nuovo in pesantezza della realtà. I momenti di transizione non sono mai facili, ancor meno se non hai un minimo di sicurezza economica in caso qualcosa vada anche solo leggermente storto.
E c’è una cosa che ci stupisce. Nei due anni passati a fare gli omini delle pulizie immaginavamo come ci saremmo sentiti quando finalmente avremo potuto smettere. Il sollievo, la felicità.
Ormai sono tre settimane che non lo facciamo più ed è come se non l’avessimo mai fatto. Entrambi ogni tanto ci sforziamo a ricordarci com’era, come ci sentivamo bloccati in quel lavoro e in quella situazione, perchè non vogliamo dimenticare la sensazione che provavamo, vogliamo ricordarci di quanto era dura. E’ incredibile come la mente si abitui subito ad un’altra realtà e dimentichi in fretta quello che c’è stato prima. Devo dire che questo mi dispiace, voglio sentire sollievo, voglio rendermi conto ogni minuto che fino a 20 giorni fa a quest’ora ero con le mani immerse in qualche innominabile prodotto sgrassante pulendo lavelli di cucine.
Ho due teorie per questo fenomeno:
1- i periodi brutti si dimenticano in fretta quando sono soppiantati da una situazione più felice e che hai atteso per tanto tempo.
2- siamo talmente presi da questa nuova realtà e dai problemi che sono sorti che non abbiamo il tempo per accorgerci e ricordarci di quello che abbiamo lasciato alle spalle.

Non abbiamo più avuto momenti di grande sfasamento dopo il pranzo con i nostri ex-clienti. Ci sono degli istanti in cui ci rendiamo conto, certo. Come quando mi perdo nei miei pensieri, faccio un centinaio di collegamenti mentali e finisco col dirmi: “oh no, venerdì non ho voglia di pulire la casa dei milionari” e poi realizzo che non è vero, non è più così. O quando Mr Big è sull’autous e si ritrova circondato da altre persone vestite da ufficio e vede i grattacieli della città avvicinarsi sempre di più.
O come quando ha pulito la macchina con l’aspirapolvere e a sentirne il suono il mio cuore ha perso un paio di battiti. Odio quel suono. Odio!

So che alcuni di voi ormai leggono i miei post con un pacchetto di fazzoletti in mano.
Ma questo racconto è diverso, lo so. Non ci sono grandi emozioni descritte, non ci sono momenti di suspense, non c’è molta ironia. Ma la situazione è così.
Il mio stato d’animo è come immobilizzato, come se stessi trattenendo di nuovo il fiato e stessi nuotando a tutta velocità sott’acqua, per arrivare in fretta all’uscita che vedo in lontananza. Ho bloccato tutto. Emozioni comprese. Cerco di non pensare troppo alla situazione che abbiamo, cerco di non pensare che se succede qualcosa, qualsiasi cosa, non abbiamo soldi (anche se il pensiero di avere entrambi due famiglie pronte a sostenerci al 100% ci aiuta parecchio). Sono concentrata non solo a cercare di risparmiare e a calcolare quanto cibo possiamo prendere con quello che abbiamo, ma anche a cercare di concretizzare i progetti che ho, perchè so che alla fine saranno quelli a fare la differenza. La modalità carro armato non ce l’ha solo Mr Big, ma pure la sottoscritta e si riflette nel modo in cui scrivo.

Perciò portate pazienza, questo blog è una sorta di terapia mentale per me, viene fuori quello che c’è dentro la mia testa. Spesso piango mentre scrivo perchè vedere nero su bianco quello che stiamo affrontando e quello che ci capita mi fa rendere DAVVERO conto della situazione. Come se ogni volta facessi uscire dalla testa un groviglio enorme e srotolandolo in parole e frasi lo vedo davvero per come è. Sia quando sono cose belle che brutte.

Ora mi congedo gentili lettori.
La tazzina di caffè è vuota da tempo e la seduta terapeutica è terminata. Mi alzo dal divano, saluto il terapeuta, inspiro profondamente e riprendo a nuotare sott’acqua, verso l’uscita.

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