Gravidanza 2.0

Grazie infinitamente a tutti voi per le bellissime parole che avete lasciato sotto l’ultimo post, ho cercato di rispondere a tutti anche se mi sa che ho saltato qualcuno :-)

La prima gravidanza l’ho condivisa con voi solamente quando ormai ero alla fine, infatti dopo una settimana dalla pubblicazione del post Keira ha deciso di uscire. Questa volta non ho voluto aspettare per tre motivi principali:

  1. Voglio calpestare la scaramanzia e la paura che le cose possano andare male. Perché dovrebbero?
  2. Questo nuovo essere umano è stato talmente uno shock che condividere la notizia sin da subito con chi ci è più vicino ha aiutato moltissimo. Sento anche voi vicini, ormai sono anni che sono online e che si è creato un legame con voi che siete al di là, e onestamente non vedevo l’ora di potervelo dire ^_^
  3. Così posso rompervi le scatole per i prossimi 6 mesi con le mie considerazioni sull’essere incinta, cosa che l’altra volta non ho potuto fare.

E quindi, eccovi qualche chicca:

– Non sappiamo il sesso, lo scopriremo con l’ecografia della 20esima settimana, ovvero tra esattamente 5 settimane. Bella l’idea di non volerlo sapere finché non nasce, purtroppo siamo curiosi come scimmie e non potremmo mai resistere. Sin dall’inizio ho sentito che è un maschio. Personalmente non ho preferenze, il vantaggio di un’altra femmina è che risparmieremmo sui vestiti perché userebbe quelli di Keira, lo svantaggio è che spenderemmo di più in assorbenti quando saranno adolescenti.

– Quando era nella mia pancia Keira era soprannominata little monkey ninja, ovvero scimmietta ninja, perché ad ogni ecografia saltava come una matta ed era sempre appesa a testa in giù. E anche: è stata concepita appena tornati dal nostro magico viaggio in Giappone e mi tirava dei calci non indifferenti, per questo il “ninja”. Questo secondo minuscolo (per ora) esserino si è invece guadagnato l’appellativo di little tiger, ovvero tigrotto. E’ stato concepito in Tailandia (che figo per lui/lei vantarsene quando sarà grande), è arrivato di nascosto, silenzioso e di sorpresa, ma il suo arrivo è stato struggente. Entrambi abbiamo anche la sensazione che sarà più quieto di Keira, ma con un carattere deciso ed esotico. Stanno parlando gli ormoni ora, se le mie parole non hanno alcun senso sono pienamente giustificata.

– I nomi, questo gravissimo compito. Guardate, i nomi di maschio sono difficilissimi per noi, non riusciamo assolutamente a trovarne uno che ci piaccia. Nomi di femmina…ne abbiamo uno in mente e se finisce come è stato con Keira, arriveremo a scegliere quello. Ogni volta che guardiamo un film o un telefilm l’interesse più grande è rivolto ai titoli di coda per prendere ispirazione. Fukomo è l’unico nome che mi è rimasto impresso, ma tanto non lo useremo perché non mi piace e perché altrimenti non l’avrei scritto qui ;-)

– Dopo lo shock iniziale della notizia abbiamo iniziato a valutare solo i lati positivi per evitare di impazzire, e abbiamo scoperto che ce ne sono parecchi. Prendete con il sorriso e la giusta ironia quello che sto per scrivere, mi raccomando: la cosa più vantaggiosa per me è che quando qualcuno avrà il coraggio di chiedermi “quando fate il terzo” potrò finalmente rispondere che entrambe le fabbriche hanno chiuso i battenti. Mr Big ha chiuso i tubicini e la sottoscritta ha chiuso le tube. Non vogliamo altri figli. Due sono abbastanza per noi e ne siamo certi.

Perché sto facendo questo discorso? Perché dopo aver avuto Keira ci sono stati diversi soggetti nella mia vita che hanno avuto l’audacia di chiedermi quando avrei fatto il secondo. Hanno iniziato un mese dopo il parto. Avevo ancora la vagina in fiamme, le emorroidi in fase di recupero, i capelli di una pazza, pezzi di cacca tra le dita, probabilmente, e sentirmi chiedere una cosa del genere mi ha infastidito da morire. Trovo sia una domanda ridicola ed invadente, esattamente come la sua sorella “quando farete il vostro primo figlio?”. Davvero, smettete di fare questo genere di domande, non avete alcuna idea di cosa ci sia dietro le quinte e non sapete cosa stia succedendo nella vita delle persone a cui lo chiedete. Avrei di gran lunga preferito che mi venisse chiesto: “vuoi che ti cucini qualcosa?”, “vuoi un massaggio ai piedi?”, “vuoi che ti paghi il parrucchiere?”. Ecco, molto meglio.

– Ogni gravidanza è davvero diversa, questa volta durante il primo trimestre ho avuto fortissime voglie. Che poi…in realtà avevo voglia di tutto. Se mentre eravamo in giro in macchina vedevo la pubblicità di un hamburger su un autobus, lo indicavo e guardando Mr Big con sguardo famelico affermavo decisa: ho voglia di hamburger. Dopo due secondi se vedevo un ristorante cinese esclamavo: voglio dei ravioli al vapore. Se vedevo passare qualcuno con un gelato in mano: voglio il gelato. Birra in mano: voglio la birra. Se sentivo profumo nell’aria di spaghetti aglio olio e peperoncino: voglio quelli. Il bello (brutto) era andare a fare la spesa. Vi lascio solo immaginare. I miei cibi preferiti però erano le patatine (quelle nei sacchetti), pasta, riso, pizza, pane, carne, carne e carne. Considerando che prima di rimanere incinta ne mangiavo davvero pochissima, anzi…spesso mi dava ribrezzo, ho trovato alquanto interessante la cosa. Ho dato corda alle mie voglie e ho mangiato quel che volevo (nei limiti della sicurezza per il fagiolino laggiù) e, non ho idea né di come né di perché, invece di mettere su peso l’ho perso. A sentirmi da fuori mi odio da sola.

Poi, la pancia. Prima gravidanza non sembravo incinta fino ai 6 mesi. Questa volta siamo quasi a 4 e sembra che mi sia svangata di tacos misura jumbo per una settimana di fila senza riuscire ad andare in bagno. Sono rimasta incinta dopo 10 mesi dal primo parto perciò non posso neppure aspettarmi che i miei addominali tengano tutto contenuto. Il mio utero probabilmente è andato in totale sballo quando ha sentito che c’era di nuovo qualcuno dentro, si sarà detto: tagliamo corto e passiamo già alla fase semi finale. Confido nel fatto che dopo due giorni dal parto rientravo già nei miei jeans pre-gravidanza taglia 42, vita alta. Miracoli genetici immagino, a mia nonna paterna è successa la stessa cosa (jeans a parte, non sia mai a quell’epoca) anche dopo il quarto figlio.

– Anche questa volta partoriremo al Family Birth Center che c’è qui a Perth. E’ a due minuti di macchina da casa nostra quindi potrò pure andarci a piedi, volendo, durante il travaglio. Certamente, come no. L’altra volta ho dovuto far fermare la macchina a Mr Big ad ogni contrazione perché faceva un male boia. Per chi non lo sapesse questo magico centro è una struttura gestita interamente da midwifes (ostetriche, ma non come vengono intese in Italia), non ci sono né dottori né l’asettico ambiente ospedaliero. Sembra di essere a casa propria. Hai la tua stanza, il tuo bel letto grande, il tuo bagno e se vuoi pure la piscina. Dimenticavo le luci soffuse. Voglio dire, chi non vorrebbe partorire lì? La prima volta è andata benissimo, il parto è stato naturale e semplicemente fantastico (pur nel dolore), confido che la seconda volta andrà altrettanto bene e pure più veloce. Entro nel centro, spingo, esco dal centro, mi fiondo a prendere del sushi. Easy.

– Le tette. Parliamone. Prima di tutta ‘sta cosa dei figli ero un terza decente. Perfetto per me. Non troppo grandi non troppo piccole. Dopo la prima gravidanza e durante l’allattamento ero probabilmente diventata una quinta, o una mucca spara latte se vi diverte di più questa visione. Quando ho smesso di allattare oltre al latte se ne sono andate pure loro. Due prugnette rinsecchite e dimenticate sul mio torace. No, davvero, alle medie ne avevo di più. Ora che sono di nuovo incinta si sta rimobilitando tutto. Si sono gonfiate come se fossi passata alla pompa del gonfiaggio pneumatici. Un paio di volte. Dato che so cosa mi aspetta dopo la fase gravidanza-allattamento ho deciso che questa volta ne approfitto e le mostro a più non posso. E le fisso. E le faccio fissare. Mi sembra moralmente d’obbligo, sbaglio?

– C’è poi la questione dei movimenti del bambino. Con Keira, bei tempi, avevo modo di sdraiarmi e passare anche un quarto d’ora cercando di ascoltarla. La prima volta è stato un suo pugnetto (o calcetto) ben deciso verso la 18esima settimana. Dicono che il secondo figlio si senta prima, il problema è che non ho tempo di mettermi tranquilla e provare ad ascoltarlo. Tra l’altro i primi movimenti di un bambino nella pancia possono essere facilmente equivocati. Ieri sera eravamo seduti a tavola e mentre finivo con gran gusto il mio purè ho sentito qualcosa colpirmi da dentro, sul lato sinistro. Ho subito detto “oh wow mi sa che l’ho sentito”. Poi ho percepito altre cose strane e ho capito che era solo aria di passaggio. Forse, non lo so. Perché quando sei incinta lì sotto succedono cose inspiegabili e le scoreggine a volte sono bolle che esplodono di qua e di là, esattamente come potrebbero essere i colpetti del tuo amato bambino. Quindi ancora adesso non sono ben sicura di cosa io abbia sentito. Se succede di nuovo a cena le cose sono due: 1. quando mangio ingoio un fracasso di aria, 2. al bambino piace quel che sto mangiando e salta di felicità.

E su questa nota estremamente poetica, vi saluto!

2 Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *