Certi bambini, quando decidono di arrivare, arrivano e basta.

Alcuni li aspetti e li cerchi per mesi. Altri ancora per anni. Altri non arrivano mai.

Alcuni bambini arrivano naturalmente, altri artificialmente. Alcuni arrivano per amore, altri per leggerezza. Alcuni purtroppo vengono persi lungo la strada.

E poi ci sei tu, che sei arrivato perché dovevi arrivare. Perché era così che doveva andare. Zitto e silenzioso, forte e deciso come una tigre.

Non eri di certo nei nostri piani, neppure sotto il caldo e spensierato sole tailandese.

Solo dieci mesi prima il mio corpo aveva messo al mondo un’altra creatura, solo dieci mesi prima avevamo iniziato un nuovo capitolo della nostra vita. Una vita scombussolata, una vita con molte più borse sotto gli occhi e meno soldi nel portafoglio. Una vita e una bimba che avevamo cercato per diverso tempo e che, a differenza tua, si è fatta aspettare un po’.

Noi, convinti che sarebbero passati anni prima di avere il coraggio di decidere di avere un altro bambino. Se avessimo mai trovato il coraggio. E poi tu, che invece ci volevi a tutti i costi. Tu, che nonostante le nostre precauzioni e attenzioni hai trovato il modo di raggiungerci. Perché quando le cose devono andare in un certo modo, semplicemente ci vanno.

E allora cosa posso fare dopo lo shock iniziale e i pianti spaventati misti a risate isteriche e le parole “non sono pronta”? Non posso fare altro che amarti già. Ed essere felice di come tutto questo sia successo proprio ora. Anche se non ho ancora ripreso in mano la me stessa di prima, che poi…chissà se esiste più. Anche se avrei voluto dare al mio corpo e alla mia mente una tregua più lunga, per guarire e recuperare. Anche se avrei voluto più tempo per riprendermi ed adattarmi. Per iniziare e avviare nuovi progetti, nuovi sogni. Che inizierò e porterò comunque avanti, solo con un essere umano in più nella mia vita e solo con un po’ più di fatica.

Poi ti aspetto. E ti coccolo mentalmente in quei pochi momenti liberi che ho durante la giornata e in cui mi ricordo che ci sei. Per esempio quando faccio la doccia, sono finalmente sola e lascio che il getto di acqua calda colpisca la pancia. Ti fa il solletico? O durante la notte, quando mi alzo per andare a calmare tua sorella, quando la cullo al buio e penso che lì in quel preciso istante siamo tre anime intrecciate, una tra le mie braccia, una nella mia pancia e una a sostenervi entrambe, connesse per sempre. Oppure quando mi sveglio perché mi fai fare pipì quaranta volte in sei ore. O adesso. Quando scrivo di te piangendo mentre tua sorella è all’asilo.

Quando arriverai saremo genitori solamente da un anno e mezzo. Non ne sappiamo ancora nulla ma ne sappiamo più di prima.

Quando arriverai ci prenderemo cura di te, a qualsiasi ora del giorno e della notte. Ti faremo addormentare sopra i nostri petti, rimbalzeremo con te su una palla da ginnastica per riuscire a calmare i tuoi pianti disperati, balleremo davanti a te come facciamo con tua sorella, come due forsennati posseduti in contemporanea da Rhianna e Beyoncé. Ti faremo ridere inseguendoti facendo versi da pazzi, ti aiuteremo a fare i tuoi primi passi, ti porteremo a scoprire il mondo.

Ma soprattutto, quando arriverai, ti ameremo con tutti noi stessi, perché tu ci hai voluto con tutto te stesso.

A volte le cose vanno come devono andare, che lo vogliamo o no. E ne sono felice. Perché mi fa credere che il destino esista davvero e che a volte, semplicemente, non abbiamo il controllo sugli eventi della nostra vita.

E allora mi lascio andare nella corrente e sorrido.

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