(E’ ormai da parecchio tempo che non condivido più su questo blog avvenimenti o fatti che riguardano me e l’Australia. Il motivo è molto semplice: proteggermi dalle critiche e dai giudizi. Lo so bene che quando si decide di avere una presenza online si deve anche accettare il fatto di essere esposti e di poter essere soggetti a commenti negativi o giudizi, soprattutto quando si parla di cose personali. L’ho accettato e mi ci sono buttata dentro a capofitto, gestendo al mio meglio le volte in cui ho letto cose che mi hanno ferita personalmente e che più volte mi hanno reso difficile riuscire a dormire la notte. 

Ho sempre messo a disposizione tutto, non solo a livello di informazioni, ma proprio a livello di me come persona. Forse quello che ferisce di più è proprio il fatto che certe persone non lo riescano ad apprezzare e si affrettino a puntare il dito o ad usare le parole come armi taglienti. Armi che su alcuni non hanno effetto ma su altri, con caratteri diversi, lo hanno eccome.

E così pian piano ho iniziato a spegnere la comunicazione, a ridurre quello che condividevo sull’Australia. Ero stanca di aver paura di ricevere commenti che potessero colpirmi personalmente ogni volta che pubblicavo qualcosa.

Non ho mai nascosto la mia passione e il mio amore per questo paese, non ho mai nascosto i miei sentimenti nei suoi confronti. Non ho mai nascosto il nostro percorso e neppure i nostri costi per poter rimanere qui. Sono sempre stata aperta e onesta. Per questo mi è comunque dispiaciuto rendermi conto che mi stavo lentamente chiudendo, che avevo sempre meno voglia di condividere la mia vita con voi.

Vorrei imparare a lasciarmi scivolare le cose di dosso più facilmente, e sto imparando a farlo. Non è però una cosa che capita dall’oggi al domani, è un percorso e come ogni percorso richiede tempo.

E allora eccomi qui, pronta per fare un primo passo con un post che ho gettato d’impulso, in uno di quei giorni in cui dominavano gli ormoni. Un post scritto il 18 Dicembre e ancora rilegato nella mia cartella delle bozze. Un post che parla del giorno in cui ho ottenuto la cittadinanza australiana. Un post molto personale, che ci ha impiegato parecchio tempo prima di uscire dalle mie mani. 

Ho ottenuto la cittadinanza l’8 Giugno 2015 e siamo all’8 Aprile 2016. Stiamo parlando di quasi un anno. Questo spero vi faccia capire che per me non è stata una cosa facile e scontata scriverlo. Quel giorno è stato uno dei più importanti, personali e significativi della mia vita. Ho voluto tenerlo solo per me (e il mio compagno) per così tanto tempo perché non volevo che nessuno potesse rovinarlo con i propri commenti acidi e maligni. Volevo assaporarlo, renderlo mio, farlo sedimentare nella mia anima ed essere sicura che niente e nessuno avrebbe potuto toccarlo e sporcarlo.

Ora mi sento pronta a condividerlo. Penso sia la cosa giusta da fare nei confronti di quelli che mi seguono da tanto tempo e che so vorrebbero sentirsi parte di quel giorno così speciale. Degli altri, gli invidiosi e quelli che non riescono a capire, ce ne freghiamo, vero?

Grazie a tutti quelli che mi hanno sempre sostenuto. Magari anche criticandomi, ma facendolo in modo costruttivo ed educato. E questo lo accetto, perché mi aiuta a crescere e a migliorare.

Torniamo indietro nel tempo…8 Giugno 2015.)


 

E così è arrivato il giorno.

Quel giorno che hai immaginato e sognato a lungo. Un po’ come la laurea, ma diverso. Un po’ come il matrimonio, ma diverso.

Quel giorno che non sapevi neppure di voler vivere, di voler attraversare, di voler fare tuo. Non sapevi neppure potesse esistere, quel giorno.

Però, l’Australia.

Metti piedi per la prima volta in questo paese. Sei stordita e frastornata, sei emozionata, eccitata, spaventata, ignara di ciò che ti aspetta davanti.

Non hai casa, non hai amici, non hai famigliari, non hai un lavoro, non hai molti soldi, non hai un frigo con la spesa dentro, non hai nulla. Solo il tuo compagno e te stessa, la tua voglia di ricominciare, di dare una svolta alla tua vita, di metterti alla prova, di essere felice.

Arrivi così. Nuda.

Pronta per ricostruirti.

Quel giorno. Quel giorno ha iniziato a prendere forma nella tua mente in neanche troppo tempo, quando hai iniziato a capire quello che l’Australia ti stava tendendo con le sue mani vibranti e vissute. Da quando hai iniziato a sentire quella cosa dentro, quell’impulso, quella forza ingestibile.

Quella sensazione di appartenenza. Quella sensazione di poter aver il futuro che avevi a lungo immaginato. Di poter essere serena e felice della tua vita.

Quel giorno ha iniziato ad essere tuo 5 anni e mezzo fa. Quando hai preso le decisioni che avrebbero disegnato il vostro percorso in Australia e vi avrebbero cambiato la vita.

Un percorso lungo e difficile, che avrebbe testato la tua pazienza, la tua determinazione, il tuo orgoglio. Ma avere quel giorno a cui puntare, lì in lontananza, ti avrebbe dato le forze e la spinta giusta per farcela.

Hai iniziato a sognare e a mirare a quel giorno con consistenza e perseveranza. Quel giorno che sembrava un miraggio ipnotizzante e ondulante sdraiato su quella strada che percorrevi risoluta.

E così, dopo 4 anni e mezzo dall’inizio di tutto, è arrivato il giorno. Quello della cittadinanza australiana.

Attorno a te tutto è ovattato, semi-silenzioso. Sei dentro di te, dentro alla tua testa. Rivivi momenti, ripensi agli inizi, ti chiedi se è tutto vero.

Sei concentrata a non lasciarti prendere dalle emozioni. Il tuo cuore è una giostra di esplosioni di incredulità e felicità. Non vuoi piangere ma i tuoi occhi si continuano ad inumidire.

E’ davvero arrivato quel giorno. Lo stai calpestando e respirando. Ce l’avete davvero fatta.

Non ci credi. Tutto ti sembra passato in un lampo. Quattro anni e mezzo in un granello di sabbia. Eppure sono stati così intensi, ricchi, magici, unici.

E ora sei al capolinea.

Il tuo compagno ti parla, mentre siete in autobus diretti verso l’edificio dove farai il tuo giuramento all’Australia. Ti parla, ti dice cose ma tutto è filtrato. Non ascolti realmente. Sei nervosa, il cuore batte forte e lo sai, lo senti, che basta davvero poco per far esondare quel lago che si trattiene da tempo, nei tuoi occhi.

Scendi dall’autobus, attraversi la strada, entri nell’edificio. Assieme a te tanti altri candidati. Tutti lì per lo stesso motivo. Ognuno con percorsi e racconti diversi, ognuno con le proprie motivazioni, con le proprie gioie e dolori. Ognuno della propria nazionalità. Ognuno pronto a diventare cittadino australiano.

Vedere così tante persone l’una diversa dall’altra riunirsi per lo stesso comune motivo ti emoziona. E’ anche questo che per te significa Australia: multiculturale, vibrante, variegata, con accenni di paesi da tutto il mondo.

Ti metti in fila per compilare il modulo di iscrizione alla lista elettorale. Da quel giorno in poi sarà un tuo diritto e dovere votare e ne sei molto entusiasta.

Vi sedete in prima fila, bisbigli con il tuo compagno, il cuore batte forte. C’è un pianoforte ed un signore che vi intrattiene nei 20 minuti di ritardo del sindaco.

La cerimonia di cittadinanza inizia, il tuo partner riprende tutto con la macchina fotografica. Per lui il giorno non è ancora arrivato, lo sarà dopo qualche mese.

Il sindaco spiega il significato del gesto che state per compiere e non riesci a far altro che ad emozionarti. Per te tutto questo è così importante, impossibile da trasmettere a parole. Solo se potessero entrare nella tua testa e nel tuo cuore gli altri riuscirebbero a capire.

Arriva il momento del giuramento all’Australia, fanno alzare tutti quelli che vogliono giurare di fronte al proprio dio. Ascolti rimanendo seduta.

E poi.

Poi tocca a voi non credenti. Vi alzate, accompagnati dal quel vago brusio di movimento.

Il sindaco inizia a recitare il primo verso, voi ripetete. Lo spazio tra quelle parole è così pieno di significato per te. In mezzo c’è la vostra storia, quello che vi ha fatto arrivare in Australia, quello che avete vissuto, le soddisfazioni, i tanti momenti di felicità, gli svariati momenti di panico, le difficoltà. E’ tutto lì, condensato tra quelle tre frasi. E’ così emozionante da far male.

From this time forward
Da questo momento in poi 
I pledge my loyalty to Australia and its people,
prometto la mia lealtà all’Australia e al suo popolo,
whose democratic beliefs I share,
cui principi democratici condivido,
whose rights and liberties I respect,
cui diritti e libertà rispetto
and whose laws I will uphold and obey.
e cui leggi appoggerò e rispetterò.

Mentre ripeti le parole ti senti tremare dentro. Australia, come ti ha trasformato.

Al termine del giuramento vi sedete e ascoltate il sindaco ancora per qualche minuto, dopo di che iniziano a chiamarvi uno ad uno per la consegna del vostro certificato di cittadinanza australiana e per fare una foto con il sindaco.

L’ordine è alfabetico, il tuo cognome inizia con la C quindi sai che non dovrai attendere molto.

La pila di certificati man mano cala. Davanti a voi sfilano persone di svariate nazionalità e ti ritrovi a pensare a quanto sia bello tutto questo.

Attendi il tuo nome con trepidazione. Ogni volta partono brevi palpitazioni.

Finalmente lo senti: “Miss Francesca Cabaletti”.

Il cuore precipita d’un botto, ti alzi e dirigi verso il sindaco. Prendi in mano il certificato mentre lei ti chiede di dove sei.

“Italy”
“Ah, where about?”
“Up North, Verona”

e ti sorride. Il sindaco ha origini italiane, per questo la sua curiosità.

Cerchi di sorridere al fotografo mentre vi scattano la foto, ringrazi il sindaco con il sorriso più smagliante che hai e mentre ti allontani senti alle tue spalle:
“Buona fortuna!”
“Grazie”
rispondi tu. Lei non sa che di fortuna ne hai già avuta tanta e che la parte difficile è indietro ormai.

Ti affretti verso il tuo posto, non molto distante, ti siedi e finalmente puoi prenderti il tempo per ammirare il tuo certificato di cittadinanza.

Australian Citizenship – Francesca Cabaletti – born on 4th April 1982

Alzi gli occhi verso il tuo compagno, sorridete e i vostri occhi non riescono più a contenersi.

Le uniche parole che riuscite a dire sono: “Ce l’abbiamo davvero fatta”. Non serve altro. E’ tutto nei vostri sguardi, è tutto nel legame che avete.

Vi abbracciate e piangete. Perché quel momento è immensamente incredibile e bellissimo.

Ridendo cercate di ricomporvi.

Seguite il resto delle consegne dei certificati di cittadinanza in un vago stato di ebrezza. La cerimonia viene conclusa e cantate tutti insieme l’inno nazionale.

Approfittate alla grande del rinfresco che hanno organizzato. Vino, spumante, stuzzichini, immancabile agnello australiano e mentre confabulate tra di voi ammirate la vista dagli enormi finestroni. Siete in pieno centro città e anche affacciati sul fiume. Sembra tutto un sogno.

Chiacchierate, vi fate una foto, bevete e sghignazzate.

Ormai sono le 8 di sera, qualcuno si avvicina per avvisarvi che devono chiudere tutto. Uscite dall’edificio e vi dirigete verso un locale per proseguire i festeggiamenti.

Qualche ora dopo ti sdrai a letto pronta per dormire e iniziare una nuova giornata. Spegnete la luce e inevitabilmente pensi a tutto quello che è successo in quel magico giorno. Ti metti nella tua posizione preferita, sul lato destro e rivolta verso la macchina del sonno che emette il tuo confortante suono di pioggia. Sospiri. Ripensi a qualche anno prima, al pomeriggio del 17 Novembre 2010.

Il pomeriggio in cui ti sei sdraiata a letto e messa nella stessa identica posizione. In Australia, per la prima volta in vita tua.

Quel pomeriggio di anni prima, in una piccola stanza di un motel a Sydney, dopo 36 ore di viaggio. Ripensi alle emozioni che ti bombardavano il cervello esausto. Ripensi alle immagini che giravano vorticose nella tua testa. Ripensi a quando, quel pomeriggio, ti addormentavi per la prima volta nella tua nuova vita. E immaginavi. E sognavi.

Ignara di ciò che avevi davanti. Ignara che un giorno, dopo 4 anni e mezzo, ti saresti addormentata ripensando a quell’esatto istante.

Ti rivedi giovane e carica, non ti sembra possibile che sia accaduto per davvero tutto quello che è accaduto da quel pomeriggio in poi. Senti come se una vita intera fosse stata ristretta in quei 4 anni.

E ora sei qui, nel presente. Piena di ricordi e momenti indimenticabili. Con un nuovo rispetto per la vita, un nuovo rispetto per te stessa e la felicità tua e del tuo compagno.

Sei nel tuo letto. Ascolti il suono della pioggia. Passato e presente. Tu di 4 anni fa e tu di oggi. Uguale ma estremamente diversa allo stesso tempo.

E così é arrivato il giorno. Quello in cui ti addormenti di nuovo in una nuova vita.

Questa volta da cittadina australiana.

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