Una giornata per te. Una giornata per non pensare al lavoro, per stare con la persona che ami.
Una giornata iniziata con calma, senza puntare la sveglia ma comunque in piedi presto.
Colazione davanti al computer. Qualche fetta biscottata con marmellata di fragole.
Sgranocchiare. Sentire il suono e gustarne il sapore.

Ritrovarsi semi-seduta sul letto con la persona che ami sdraiata sulla moquette mentre riflettete a voce alta sulla situazione. Fissare fuori dalla finestra il movimento feroce degli alberi, le foglie prese a schiaffi dal vento sferzante.
Il cielo coperto e grigio.
E’ da tanto che non lo vedi così, quasi non lo riconosci e ne sei sorpresa.

Decidere che sareste usciti a bere un cappuccino da qualche parte per chiacchierare un po’, cercare di liberare la mente e progettare nuove soluzioni.
Farsi una doccia calda, insaponarsi i capelli e perdersi nel profumo dello shampoo animato da un lieve sentore di cocco.

Truccarsi leggermente. Perché a volte hai bisogno di sentirti normale e apparire a posto al di fuori del tuo mondo interiore.
Vestirsi un po’ meglio del solito perché ti va così. Vuoi vederti in abiti diversi e vuoi farti vedere in abiti diversi.

Salire in macchina e non avere una reale meta. Accorgersi che la città è vuota perché è un giorno di festa. Guidare per il centro e osservare i grattacieli. Apprezzare l’asfalto dei marciapiedi sgombro da piedi e persone.
Pensare di andare lassù, sulla collina, per osservare il fiume al di sotto e la città svettante a sinistra. C’è un bar, magari è aperto.

Trovarlo chiuso.
Decidere di provare ad andare nella zona del porto.
Perdersi nel parco con la macchina, osservare numerose famiglie con bambini giocare tranquillamente sull’erba, vicino ad un laghetto. Tutto pacato, al rallentatore. Nessun rumore fastidioso. Gentilezza nella loro presenza.

Arrivare al porto e parcheggiare, camminare per le stradine tenendo stretta stretta la mano della persona che ami.
Solo la sua presenza.
Anche solo quella infonde coraggio dentro di te.

Fermarsi in un ristorante e decidere di mangiare invece di bere un semplice cappuccino. Non potresti perchè stai cercando di fare attenzione alle spese ma a volte hai solo bisogno di togliere il piede dal freno.
Sedersi fuori, ad un tavolino costeggiato dal bordo della strada.
Di fronte a te la persona che ami ed i suoi occhi pensierosi ma felici.

Il vento ora schiaffeggia anche i tuoi capelli.
Colpisce le tue braccia nude e scatena una sequenza di brividi. Hai un po’ freddo.
Il suo suono diventa il tuo ipnotizzatore.
Ti soffermi ad ascoltarlo.
Tutto attorno a te si blocca. Si congela.
Ti perdi nel suo mormorio, nella sua presenza fisica contro di te.
Alzi leggermente la testa verso il cielo, ora di un colore blu intenso e senza nuvole, esattamente come lo conosci tu.

Chiudi gli occhi.

Lasci il tuo involucro in balia degli eventi esterni. Ti chiudi dentro di te, dove cerchi di mettere in ordine le voci dei tuoi pensieri e delle tue preoccupazioni.

Ascolti il paese dove ti trovi.

Il profumo di salsedine si diffonde in ogni angolo del tuo mondo interno. Cogli vagamente il suono della lingua inglese e questo ti rallegra, ti rassicura. E’ la conferma che sei davvero qui. Non è un sogno.

Ascolti quello che provi, quello che senti.
Il tuo volere essere indipendente.
Il non volersi accontentare di essere quella che gli altri pensano che tu debba essere. Non farsi confinare da quelli che sono gli stereotipi della società.
Sei una donna. Sei una donna che vuole qualcosa di più di quello che la maggior parte della gente pensa che una donna debba fare o debba desiderare.
Vuoi far valere le tue aspettative, le tue aspirazioni, i tuoi sogni. Non puoi sentirti dire che “tanto guadagna la persona che ti sta accanto, che problema c’è”.
Non funziona così nel tuo mondo interiore, nelle tue voci e nei tuoi pensieri. Quelli che generano quell’impulso a fare di più, a credere di più, ad avere l’esigenza di realizzarti. Perché per te che sei donna realizzarsi non significa diventare madre o crescere un figlio. Realizzarsi per te significa avere il tuo spazio personale, il tuo lavoro, le tue soddisfazioni che vanno al di là di un figlio.
Per te che sei così è una sensazione quasi dolorosa, un’esigenza palpabile. Per te che nella vita senti di non aver ancora raggiunto la situazione lavorativa che vorresti raggiungere. Non vuoi lasciare le cose incomplete, non vuoi accontentarti. Vuoi realizzare quello che hai dentro. Vuoi concretizzare le tue aspirazioni.

Da parte.
Metti da parte gli stereotipi anche se sei consapevole che probabilmente sarebbe la scelta più facile. Decidere di farti prendere dalla loro corrente impetuosa.

Senti in lontananza gli schiaffi del vento sul tuo corpo mentre sei protetta e al sicuro chiusa dentro di te. Mentre rifletti e ti confronti con quel turbinio di sussurri che ti spronano a continuare, a crederci. Ce n’è uno in particolare che è sempre presente.
La voce che continua a ripeterti che vivi in Australia.
E’ la voce che si fa viva ogni volta che ti guardi attorno, che osservi le nuvole, le persone, gli alberi, il mare, le case, la terra.
E’ la voce delle possibilità.
Della realizzazione delle cose.
Ti accompagna ogni giorno ed è l’impalcatura per le tue aspirazioni, per il tuo volerci credere.

Lo senti tutt’attorno a te, ti circonda con la sua aria e il suo cielo. Ti accoglie tra le sue braccia. Ti perdi estasiata nel suo labirinto magico e ti soffermi sotto uno dei suoi alberi. Ti sdrai sull’erba fresca e osservi la volta celeste attraverso i rami e le foglie che ballano lentamente a ritmo del vento. Sei incredula e speri che lo rimarrai ancora per molti anni a venire.
Osservi il tuo sogno ormai diventato realtà.
Lasci che quella visione si trasformi in felicità e ti penetri nelle ossa per andare a rafforzare la tua impalcatura.

Inspiri forte e lasci che il vento si diffonda per tutto il tuo mondo interiore.

E’ ora di uscire.

Apri gli occhi.

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